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AGLI ORGANI DI CONTROLLO
Ecco la delibera del Progetto CAD contestata da
Roberto Marino. Procedure irrituali che aprono seri dubbi sulla
legittimità e la validità della proposta. Chi e cosa c'è dietro
tutto ciò?
Nel Consiglio comunale della scorsa serata, il
consigliere comunale Roberto Marino
ha duramente
contestato una delibera di Giunta
comunale, la n. 131 del 29.05.2009 con la quale
veniva approvato un progetto di ampliamento della
Casa Alloggio Disabili da 100.000 euro.
Una contestazione alla quale non c’è stata alcuna risposta da
parte della maggioranza che per voce di
Aldo Chiacchio ha invitato il
Marino a preparare una interrogazione per il prossimo consiglio
comunale. Noi l’abbiamo letta e sinceramente le contestazioni di
Roberto Marino
sono più che legittime, meritano un approfondimento da
parte degli organi di controllo e sono
l’ennesima testimonianza di come si sta disamministrando la
città con atti davvero incredibili.
Prima anomalia inspiegabile
riguarda la proposta
che non c’è del soggetto partner
che avrebbe dovuto inviare al Comune perché in allegato alla
delibera abbiamo semplicemente i
preventivi di spesa fatti da ditte private
e dal proprietario dell’immobile come contratto
di fitto di alcuni locali, tutto con i timbri del soggetto
partner.
Allora la proposta è
del Comune o della Consulta Regionale degli Handicappati ONLUS?
Se è di quest’ultima dov’è la proposta?
Se quella allegata è stata scritta dal
Comune perché non è firmata da nessuno?
Infatti la seconda grande
anomalia
riguarda la relazione
tecnica allegata che doveva essere
firmata dal Responsabile del competente ufficio – quindi
proposta del Comune - ma a pagina 10, ultima, su fogli intestati
al Comune, non c’è alcuna firma.
Chi l’ha redatta? Non crediamo che l’abbia redatta la ONLUS
partner.
Terza grande anomalia
è riferita alla
mancata pubblicizzazione della
volontà e del progetto tendente ad ampliare la Casa Alloggio -
nel nostro caso il Comune di Grumo Nevano - rendendo
partecipi così tutti i soggetti del settore, ma, invece, si
è voluto semplicemente “inserire” un pacchetto proveniente da un
solo soggetto. E gli altri che
da anni operano nel settore?
Altro grande punto interrogativo:
Non si ha traccia
nella proposta di cosa accadrà dopo i 12 mesi di fitto .
Dopo chi pagherà? Si smantellerà tutto o il
Comune si dovrà fare carico di altri costi per mantenere aperta
una tipografia accollandosi altri 100.000 euro all’anno?
Non si ha traccia di cosa e a chi sarà destinato
il prodotto tipografico dopo il proficuo orientamento formativo
e stage di lavoro che seguiranno gli Utenti/Ospiti del CAD.
Chi e cosa c'è dietro tutto ciò?
A voi il giudizio su questo altro atto
incredibile, eccolo |