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VIDEOSORVEGLIANZA
Il
sistema non ha mai funzionato, si apre un contenzioso con la ditta
fornitrice. Ritardi nell’intervenire e spreco di denaro pubblico.
I nostri timori sono diventati fatti.
Con delibera n. 136 del 23.10.2006 la giunta comunale
ha approvato le “direttive per i provvedimenti rescissori”
del contratto con la ditta che ha fornito il materiale del
sistema di videosorveglianza per malfunzionamento degli apparati
installati sul territorio.
La problematica l’avevamo posta in
evidenza già un paio di volte ma l’Amministrazione è intervenuta con
ritardo e soltanto dopo l’intervento di un proprio tecnico esperto
attualmente pagato dall’Ente per la sua consulenza informatica.
Per tale ritardo ci ritroviamo con
molta probabilità, all’apertura di un nuovo contenzioso, perché nel
leggere la delibera, la ditta fornitrice del servizio non ne
vuole assolutamente sapere di intervenire per migliorare il sistema
comunicando le proprie ragioni.
Infatti la ditta si attiene al
verbale di collaudo fatto in data 02.03.2006 dopo una
prima fase di prova completa con il collegamento alla rete Telecom.
In quella data pare che tutto andasse per il verso giusto in
quanto si confermava la corrispondenza delle richieste fatte dal
Comune per quello che riguarda l’aspetto amministrativo.
Ed è proprio qui che sta l’inghippo,
perché secondo la ditta, in sede di tale collaudo, non era emerso
nulla anche se l’amministrazione afferma che “erano stati
precedentemente segnalati problemi”, ma nel corpo della
delibera, non vengono citati ne data e ne protocollo come
invece avviene dopo il collaudo del 02.03.2006 con
segnalazioni ufficiali n.prot. 130 del 04.05.06, n. 135/PL del
08.05.06 e n. 6860 del 08.05.06. Quindi due mesi dopo il
collaudo.
Nel frattempo il malfunzionamento è
continuato ed è stato più volte rilevato con altre note inviate alla
ditta e pertanto, poiché il Comune ritiene che contrattualmente
trattasi “non soltanto di fornitura di apparecchiature ma di
un noleggio di un vero e proprio sistema di videosorveglianza
completo di hardware, software, posizionamento e collegamento”,
ha ritenuto opportuno non emettere il certificato di regolare
esecuzione dei lavori bloccando anche il pagamento delle fatture.
Morale della favola, ci ritroviamo
un impianto che non è mai andato in funzione in maniera corretta,
soldi pubblici sprecati tra prime rate pagate e costi di
trasmissione Telecom, personale del comando vigili impegnati
inutilmente a guardare video che non funzionavano, e un contenzioso
che sicuramente si aprirà se non interviene un accordo tra le parti
con il conseguente aggravio di spese legali.
A titolo di cronaca, il servizio di
video sorveglianza era nato per identificare chi depositava
selvaggiamente rifiuti in zone non controllate e per tale servizio
si trattava di spendere circa 60.000 euro all’anno.
ECCO LA DELIBERA |