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SPRECHI

In altri centri decolla il sistema di videosorveglianza, a Grumo Nevano solo spreco di denaro pubblico

 

I sistemi di videosorveglianza dediti al controllo della sicurezza del territorio, stanno man mano per essere adottati dalla totalità dei Comuni dell’area a Nord di Napoli. Tra sistemi pubblici e privati, sembra che adesso ci siano molte più possibilità di monitorare le aree a rischio per la tutela della sicurezza urbana. Grumo Nevano è partita con questo servizio per il controllo delle aree a rischio sversamento rifiuti, esattamente nel novembre 2003. Dopo quattro anni guardate che fine ha fatto questo sistema.

I NOSTRI PRECEDENTI INTERVENTI

VIDEOSORVEGLIANZA

Il sistema non ha mai funzionato, si apre un contenzioso con la ditta fornitrice. Ritardi nell’intervenire e spreco di denaro pubblico.

 

I nostri timori sono diventati fatti. Con delibera n. 136 del 23.10.2006 la giunta comunale ha approvato le direttive per i provvedimenti rescissori” del contratto con la ditta che ha fornito il materiale del sistema di videosorveglianza per malfunzionamento degli apparati installati sul territorio.

La problematica l’avevamo posta in evidenza già un paio di volte ma l’Amministrazione è intervenuta con ritardo e soltanto dopo l’intervento di un proprio tecnico esperto attualmente pagato dall’Ente per la sua consulenza informatica.

Per tale ritardo ci ritroviamo con molta probabilità, all’apertura di un nuovo contenzioso, perché nel leggere la delibera, la ditta fornitrice del servizio non ne vuole assolutamente sapere di intervenire per migliorare il sistema comunicando le proprie ragioni.

Infatti la ditta si attiene al verbale di collaudo fatto in data 02.03.2006 dopo una prima fase di prova completa con il collegamento alla rete Telecom. In quella data pare che tutto andasse per il verso giusto in quanto si confermava la corrispondenza delle richieste fatte dal Comune per quello che riguarda l’aspetto amministrativo.

Ed è proprio qui che sta l’inghippo, perché secondo la ditta, in sede di tale collaudo, non era emerso nulla anche se l’amministrazione afferma  che erano stati precedentemente segnalati problemi”, ma nel corpo della delibera, non vengono citati ne data e ne protocollo come invece avviene dopo il collaudo del 02.03.2006 con segnalazioni ufficiali n.prot. 130 del 04.05.06, n. 135/PL del 08.05.06 e n. 6860 del 08.05.06. Quindi due mesi dopo il collaudo.

Nel frattempo il malfunzionamento è continuato ed è stato più volte rilevato con altre note inviate alla ditta e pertanto, poiché il Comune ritiene che contrattualmente trattasi non soltanto di fornitura di apparecchiature ma di un noleggio di un vero e proprio sistema di videosorveglianza completo di hardware, software, posizionamento e collegamento”, ha ritenuto opportuno non emettere il certificato di regolare esecuzione dei lavori bloccando anche il pagamento delle fatture.

Morale della favola, ci ritroviamo un impianto che non è mai andato in funzione in maniera corretta, soldi pubblici sprecati tra prime rate pagate e costi di trasmissione Telecom, personale del comando vigili impegnati inutilmente a guardare video che non funzionavano, e un contenzioso che sicuramente si aprirà se non interviene un accordo tra le parti con il conseguente aggravio di spese legali.

A titolo di cronaca, il servizio di video sorveglianza era nato per identificare chi depositava selvaggiamente rifiuti in zone non controllate e per tale servizio si trattava di spendere circa 60.000 euro all’anno.

ECCO LA DELIBERA

CRONACHE DI NAPOLI 03.01.2006
VIDEOSORVEGLIANZA
300.000 euro per un servizio che si sta rivelando un totale fallimento. Altro spreco di denaro pubblico!!
Da qualche settimana, in alcuni punti della nostra città, sono in funzione delle telecamere per cercare di cogliere con le "mani nel sacco" chi deposita spazzatura non consentita. Lo scopo principale di queste telecamere è soltanto questo, nulla a che fare con la videosorveglianza che hanno adottato altri comuni per questioni di ordine pubblico. Infatti in queste città le telecamere sono installate nei centri storici e hanno una risoluzione video in grado di identificare chi commette il reato. Nel nostro caso invece, le telecamere sono state piazzate in luoghi dove si suppone avvenga lo scarico abusivo dei rifiuti. La centrale video è posizionata sul comune e controllata a turno da due vigili "sottratti" al già ridottissimo organico. Pare che  i due vigili impegnati a guardare il video a stento riescono ad intravedere delle ombre che camminano, specialmente di sera quando si suppone che possa avvenire con più frequenza lo scarico, tecnicamente un sistema molto discutibile. Lo dimostra il fatto che al momento pare che non sia stato possibile identificare nessuno per poter elevare un verbale!! La comunità grumese corre il rischio di pagare circa 300.000 euro in cinque anni tra canoni e traffico dati, senza avere la possibilità di usufruire di un servizio efficiente. Noi aggiungiamo, a questo punto, "impegnarsi a pagare un servizio inutile". Inutile per i costi eccessivi e l'impiego di risorse umane. Se veramente s'intende usufruire di questo sistema in maniera seria ed efficace, lo si converta per la tutela della sicurezza urbana ottimizzando tecnicamente il sistema video e posizionando le telecamere su tutto il territorio cittadino.
 

 

VIDEOSORVEGLIANZA

285.000 euro in 5 anni per controllare il territorio. Perché 21.000 euro all’anno per la trasmissione dei dati?

Chissà perché, i segretari comunali non hanno molta dimesticatezza con le materie informatiche o almeno di Internet o di un computer. Ricordo che l’ex segretario Antonio De Rosa si rammaricava di non avere la pazienza per poter imparare a smanettare su un computer. Ieri sera in consiglio comunale anche l’attuale segretario ha ammesso di non avere abbastanza conoscenza della materia parlando della questione che riguardava il servizio di videosorveglianza sul territorio e infatti c’è ne siamo accorti.

Voi direte ma cosa c’entra Internet con il servizio di videosorveglianza. C’entra in quanto il Comune di Grumo Nevano ha stipulato un contratto con la Telecom Italia spa per la trasmissione attraverso la rete telematica dei dati video ripresi dalle telecamere poste sul territorio grumese.

Costo 21.000 euro all’anno che vanno a sommarsi ai 36.000 euro per la gestione delle apparecchiature: totale 4.750 euro al mese per 5 anni fanno 285.000 euro.

La cosa che ci ha più colpito riguarda proprio la spesa dei 21.000 euro all’anno per la trasmissione dei dati che non saranno elaborate da un sistema a circuito chiuso che si poteva tranquillamente ipotizzare, ma bensì da un collegamento Internet.

A questo punto non era meglio posizionare delle web cam collegate alla linea ADSL esistente presso il Comune e registrare le immagini su un videoregistratore digitale?

Un collegamento 24 ore su 24 con il contratto Alice costa 60 euro al mese, non riusciamo a renderci conto perché bisognerebbe sborsarne 1.750 al mese.  

Molti Enti usano il sistema web cam che risulta essere molto più economico e a costi zero per la trasmissione dei dati video.

Perché spendere questi soldi??

 
 

www.corriere.it    www.repubblica.it  www.ilgiornale.it  www.ansa.it  www.iltempo.it  www.adnkronos.com

www.parlamento.it  www.rai.it  www.mediaset.it  www.regione.campania.it  www.provincia.napoli.it

www.forzaitalia.it  www.alleanzanazionel.it  www.google.it  www.alice.it  www.quirinale.it