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INCAPACI, DIMETTETEVI!!
Guardate i due manifesti, quello di oggi e quello di un anno fa. Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico.Chi pagherà i danni alla comunità grumese?
5 MARZO 2007

8 FEBBRAIO 2006

 
 
 
    

MANCANO VERSAMENTI PER 423.000 EURO. RISOLTO IL CONTRATTO CON LA SOCIETA’ CHE GESTISCE LA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI. AN E FI L’AVEVANO PREVISTO

 

Avevamo previsto tutto, i nostri timori si sono rivelati certezze. Non sono bastate le dichiarazioni di Alleanza Nazionale e quelle in consiglio comunale da parte dei consiglieri di Forza Italia attraverso gli interventi della capogruppo Fiorella Bilancio e di Mattia Chiacchio, a spingere l’amministrazione a cambiare registro.

Con delibera di giunta comunale n. 29 del 19.02.2007 è stata approvata la risoluzione contrattuale in danno alla società AIP srl che effettua il servizio di riscossione dei tributi. Questa volta però, prima di arrivare nuovamente al milione di euro non versati come avvenne nella prima azione di ipotesi di risoluzione contrattuale, la giunta è corsa ai ripari perché nonostante il rinnovo contrattuale per il recupero del milione di euro, (anche in quel caso Forza Italia e AN si opposero con forza proponendo di affidare il servizio ai dipendenti dell’Uffico Tributi), alla data del 12.02.2007 l'AIP non ha versato al comune la somma di 423.000 euro!

Questo proprio nel momento in cui mancano 8 giorni per pagare i primi 110.000 euro della famosa transazione da 320.000 euro.

Siamo di fronte ad una situazione finanziaria per l'ente  molto critica e qualcuno dovrà pur pagare per essersi intestardito nel rinnovo contrattuale all'AIP. Una responsabilità politica della quale è giunto il momento di darne conto alla città.

Ci rivolgiamo alle autorità di vigilanza per un intervento immediato. Evitiamo questa lenta agonia per il comune di Grumo Nevano.

Di seguito riportiamo oltre alla delibera, anche il testo della interrogazione al senato fatta dal senatore Florino al Ministro Tremonti in data 01.12.2005 che riguardava proprio la problematica AIP.

 

Ecco il testo

Legislatura 14º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 913 del 01/12/2005 interrogazione n. (4-09779)

FLORINO Al Ministro dell'economia e delle finanze - Risultando all'interrogante:

che, da oltre un anno, nel Comune di Grumo Nevano (Napoli) si lamenta il mancato funzionamento del servizio di riscossione dei tributi;

che la Giunta comunale, con delibera n. 183 del 26 ottobre 2005, ha nominato un legale per avviare la procedura per la risoluzione del contratto n. 694 del 13.5.2003 stipulato con la Ditta A.I.P. srl (Azienda Italiana Pubblicità), che ha il compito di accertare, liquidare e riscuotere i tributi comunali, tra cui quelli relativi al consumo dell'acqua e al servizio di nettezza urbana;

che la motivazione della risoluzione del predetto contratto risiederebbe in alcune gravissime inadempienze quali: il mancato invio, entro la prima decade del mese, di una distinta dalla quale risultino analiticamente le riscossioni effettuate nel periodo di riferimento; il mancato versamento delle somme riscosse entro il 20 del mese successivo alla chiusura trimestrale; la mancata realizzazione del censimento sul territorio e la mancata creazione di opportuna banca dati per accertare i tributi, che avrebbe dovuto essere realizzata entro 18 mesi dall'affidamento avvenuto in data 2.10.2003;

che ad oggi il Comune di Grumo Nevano non avrebbe ancora riscosso il saldo 2004 e le quote dei primi sei mesi del 2005;

che sembrerebbe, altresì, che la predetta ditta non abbia ottemperato ad un impegno assunto in data 27.9.2005 per un piano di rientro;

che talune responsabilità sarebbero riconducibili alla gestione politica del periodo di affidamento del servizio (2.10.2003), quando il sindaco subentrante cancellò una serie di contratti e appalti stipulati dal commissario allora in carica, facendo salvo solo quello relativo all'AIP srl;

che la situazione descritta ha provocato gravi danni economici al Comune che, a causa del mancato versamento dei tributi, è ora costretto a chiedere anticipazioni alla Tesoreria,

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza:

non ritenga di accertare eventuali responsabilità dell'amministrazione comunale per quanto si sta verificando nel Comune di Grumo Nevano;

non ritenga di adottare provvedimenti urgenti volti a sanare la grave situazione economica determinatasi;

non ritenga di sollecitare l'amministrazione affinché adotti un programma di ottimizzazione del servizio di accertamento e riscossione dei tributi.

 

LA DELIBERA

 
 
ARTICOLI PRECEDENTI

LA VICENDA A.I.P.

Riaffidato il servizio di riscossione tributi come se nulla fosse accaduto. Legittimi dubbi sulla vicenda

 

Qualche giorno fa i grumesi hanno appreso da un manifesto comunale che l’A.I.P. srl, la famosa società addetta alla riscossione dei tributi locali, è stata “riabilitata” al servizio interrotto precedentemente per il mancato versamento nelle casse comunali di oltre 950.000 euro.

Ripristino a seguito della delibera di giunta comunale n. 67 del 04.05.2006 con la quale si revoca la risoluzione contrattuale. La revoca è giustificata dal fatto che in data 29.04.2006 l’avvocato Fimmanò al quale era stata affidata la difesa del Comune, ha comunicato con prot. n. 6438 del 02.05.2006 che l’A.I.P. srl gli “aveva trasmesso la copia degli assegni circolari a saldo dei 950.000 euro”. Nella stessa lettera l’avvocato comunica anche che l’A.I.P. srl sarebbe “interessata a ripristinare il rapporto dopo il pagamento essendo rimossa la causa della risoluzione e in caso di risposta affermativa rinunzierebbe al contenzioso promosso innanzi al Tar Campania”.

Perché per chi non lo sapesse, nonostante l’A.I.P. doveva dei soldi al Comune ha impugnato la risoluzione del proprio contratto davanti al TAR Campania!

In data 02.05.2006 con prot. n. 6620 del 03.05.2006 ancora l’avvocato Fimmanò dà il suo parere favorevole al ripristino del rapporto per vari motivi a favore dell’Ente, chiedendo che il proprio onorario poteva essere caricato alla stessa A.I.P. srl se il Comune ripristinava il rapporto come la stessa A.I.P. srl proponeva. In questa lettera l’avvocato chiude dicendo che “se eventualmente il Comune decidesse di non procedere al ripristino, resto in attesa dell’effettiva consegna dei titoli che Vi tramestterò unitamente alle mie note spese”.

Il 4 maggio dopo un solo giorno la giunta si riunisce e revoca la risoluzione del contratto riaffidando il servizio solo dopo aver incassato gli assegni”.

Sarebbe curioso conoscere la data del reale versamento dei 950.000 euro.

Ma quello che riteniamo assurdo è il metodo con il quale l’amministrazione, dopo circa due anni di mancati versamenti, riaffida il servizio all’A.I.P. srl, come se non fosse accaduto nulla, nonostante il Comune abbia sofferto per il mancato introito di una cifra rilevante ai fini della propria stabilità economica.

Si riaffida tranquillamente il servizio perché l’AIP srl, si legge nella delibera, rinuncia anche al proprio ricorso innanzi al TAR “per quanto questo Ente sia convinto delle sue buone ragioni nella vicenda, non può dirsi scontato l’esito del giudizio instaurato presso il TAR”.

  • · E se l’amministrazione non avesse accettato il ripristino del servizio cosa sarebbe successo?

  • · Quali sono e in quale atto vengono riportate le garanzie future per un servizio sicuro ed efficiente?

  • · E’ sufficiente soltanto il parere dell’avvocato Fimmanò che dice “laddove si dovessero riproporre inadempimenti contrattuali da parte dell’A.I.P. srl tanto non escluderebbe la possibilità di deliberare una nuova risoluzione”?

  • ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL PARERE DELL’AVV.TO FIMMANO’

    LA PRIMA COMUNICAZIONE

    LA DELIBERA

    IL MANIFESTO
    precedenti articoli

    BUCO A.I.P.

    Prime indiscrezioni dalla commissione comunale speciale. Il sindaco dice che la colpa non è sua, ma….. La relazione finale da inviare alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, altrimenti è la solita presa in giro.

     

    Qualche giorno fa il sindaco è stato ascoltato dalla commissione comunale speciale a seguito del buco nelle casse comunali di oltre un milione di euro causato dalla società A.I.P. srl che gestiva il servizio della riscossione dei tributi locali.

    I lavori della commissione alla cui presidenza siede il consigliere Chiacchio Pietro, sono in dirittura d’arrivo, ma qualcosa è trapelato.

    Pare che nella dichiarazione posta a verbale, il sindaco si sia un po’ lavato le mani delle proprie responsabilità politiche, passando la palla all’ormai ex assessore alle finanze Giulia Cristiano e al funzionario capo dell’ufficio ragioneria Dott. Raffaele Campanile.

    Conoscendo il sindaco c’era da aspettarsi l’ennesima ritirata  del “io non c’entro cosa potevo fare, rivolgetevi a..…”. Questo comportamento ormai è classico e collaudato, dalle nostre parti diciamo “tira a petrella e nasconne a manella”.

    Che noi sappiamo l’ufficio ragioneria, conoscendo la professionalità del funzionario capo, ha fatto tutto quello che si doveva fare attraverso una serie di solleciti e di interventi presso l’A.I.P. affinché rispettasse gli obblighi contrattuali e, di questo, c’è un’ampia documentazione che lo stesso sindaco ha letto in consiglio comunale e mette al “riaparo” il Dott. Raffaele Campanile. Non sappiamo cosa abbia fatto invece, l’ormai ex assessore Giulia Cristiano, ma conoscendo il sindaco crediamo abbia semplicemente eseguito gli ordini di scuderia. Il punto adesso è approfondire quali, quando e come siano stati impartiti questi ordini. Al di là della tempistica che non c’è stata nel comunicare alla città di versare i soldi su altri conti correnti quando l’A.I.P. già non girava gli incassi, emergono altre situazioni poco chiare, tra queste l’incarico dato ad un avvocato per rescindere il contratto.

    Noi riteniamo che non ci doveva essere nessun affidamento in quanto la rescissione del contratto era automatica dopo le inadempienze accertate e documentate (lo dice il capitolato d’appalto agli articoli 11 e 22) e toccava all’ente, cosa c’entrava incaricare un avvocato che tra l’altro ha dei costi per la comunità? Se proprio avvocato ci doveva essere per tutelare gli interessi del Comune, lo si poteva fare dopo la rescissione e per questo già ne abbiamo uno che paghiamo 22.000 euro all’anno!

    E non crediamo che l’affidamento sia stato “ordine” di  Giulia Cristiano o del Dott. Raffaele Campanile.

    Invitiamo pertanto, il presidente della commissione Pietro Chiacchio a chiudere la relazione e inviarla sia alla Corte dei Conti che alla Procura della Repubblica, altrimenti avete soltanto preso in giro la comunità grumese.

     
    CLAMOROSO, AVEVAMO RAGIONE NOI

    BUCO DA OLTRE UN MILIONE DI EURO!!! L'AIP non paga e il Comune rescinde il contratto invitando la città a versare i soldi dei tributi su altri conti correnti postali. Rischio di disastro finanziario se le fidejussioni non saranno onorate!

     

    Alla fine il Comune si è arreso di fronte alle inadempienze contrattuali dell'AIP invitando i cittadini con un manifesto, a versare i soldi dei tributi su altri conti correnti postali: lo avevamo proposto due mesi fa in consiglio comunale, ma il sindaco disse di no, che non era possibile farlo! Ora non ci resta che sperare nella consistenza delle polizze fidejussorie. E se non verranno pagate? Il Comune rischia un vero e proprio dissesto finanziario con gravi responsabilità politiche di un esecutivo che non ha voluto intervenire alle prime avvisaglie. Su questo amaro epilogo invitiamo la Procura della Repubblica ad intervenire per fare chiarezza sui vari passaggi effettuati a partire dal mese di Ottobre 2003, quando l'AIP ebbe l'ok dall'amministrazione a poter iniziare il servizio.

    LEGGI IL MATTINO                            ROMA
                                    

    TRIBUTI AIP

    Il sindaco smentisce se stesso con una dichiarazione allucinante!!

    Leggendo IL MATTINO di stamani (23 nov 2005) siamo rimasti sorpresi dalle dichiarazione del sindaco in merito alla questione AIP riscossione tributi.

    In maniera inequivocabile smentisce se stesso affermando che le nostre sono polemiche “inutili e strumentali”.

    Ma la delibera con la quale è iniziata l’azione legale verso l’AIP per la risoluzione contrattuale l’ha fatta lui mica noi!!!

    A leggere poi la dichiarazione finale, indirettamente il sindaco conferma tutto quello che noi abbiamo detto e pubblicato e si smentisce per la seconda volta:

    “La società, che opera anche in altri comuni, ha offerto come garanzia delle polizze fidejussorie. Ha avuto dei problemi che sta risolvendo. I tributi in scadenza saranno girati subito al Comune. Ci auguriamo che nel giro di 3 o 4 mesi si concluda tutto”.

    ALLUCINANTE!!

    Considerazioni

    1)    Si conferma i problemi che la società ha avuto, siamo sicuri che li risolverà?

    2)  "Ha presentato come garanzia delle polizze fidejussorie", siamo curiosi di leggere il capitale assicurato e le clausole

    3)    "I tributi in scadenza saranno girati subito al Comune", ma nella delibera si parlava di un piano di rientro fatto a settembre e non rispettato.

    4)  "Si spera in tre o quattro mesi si aggiusti tutto": ma se i soldi già li ha incassati perchè bisognerebbe attendere tutto questo tempo?

    5)  Per il futuro cosa accadrà? L’AIP sarà in grado di rispettare gli impegni, di gestire censimento e riscossione senza più problemi?

    6)    Ancora non sappiamo i reali motivi per i quali l’AIP non ha rispettato le clausole contrattuali, se l’amministrazione li conosce ha il dovere di informare i consiglieri comunali e la città, non è accettabile una semplice dichiarazione del sindaco che vuole gettare acqua sul fuoco affermando “ha avuto dei problemi che sta risolvendo”.

    Altro che polemiche strumentali, questi sono fatti confermati e deliberati!!

    RISCOSSIONE TASSE & TRIBUTI

    Situazione gravissima. Avviata la procedura per la risoluzione del contratto con l’A.I.P.

    Perché tutti i contratti stipulati dal commissario furono annullati in autotutela tranne questo??  Il Comune diventato un “pozzo d’oro”

     

    Ancora una volta non ci siamo sbagliati. Da oltre un anno, da questo sito, in più occasioni, abbiamo posto in evidenza il mancato funzionamento del servizio di riscossione dei tributi che prevedeva anche una capillare azione di censimento per la lotta all’evasione. Abbiamo sollecitato più volte l’amministrazione ad aprire gli occhi su quello che stava accadendo, ma nessuno ha voluto ascoltarci e adesso si rischia di grosso.

    Ebbene la giunta comunale con delibera n. 183 del 26 ottobre 2005, ha nominato il solito legale di Frattamaggiore, per iniziare la procedura per la risoluzione del contratto n.694 del 13.05.2003 stipulato con la ditta A.I.P. srl che aveva il compito di accertare, liquidare e riscuotere i tributi comunali tra i quali acqua e spazzatura.

    La risoluzione, da quello che si legge nella delibera, scaturisce da una serie di gravissime inadempienze contrattuali quali:

     

    1.    il mancato invio entro la prima decade del mese di una distinta dalla quale risultino analiticamente indicate le riscossioni effettuate nel periodo

    2.    mancato versamento delle somme riscosse entro il 20 del mese successivo alla chiusura trimestrale. A tutt’oggi il Comune non ha riscosso il saldo 2004 e le quote dei primi sei mesi del 2005

    3.    mancata realizzazione del censimento sul territorio con creazione di opportuna banca dati per accertare i tributi che doveva essere realizzata entro 18 mesi dall’affidamento avvenuto in data 02.10.2003

     

    Addirittura è venuto meno anche un impegno assunto dall’A.I.P. in data 27.09.2005 per un piano di rientro.

    Ci troviamo di fronte ad una situazione gravissima: centinaia di milioni che per il momento non vengono girati al Comune e mancano dalla cassa costretta a chiedere anticipazioni al tesoriere!!

     

    Alla luce di tutto ciò emergono precise responsabilità politiche riconducibili chiaramente alla data di affidamento del servizio: 02.10.2003, quando ad amministrare non c’era più il commissario ma l’attuale sindaco.

    Stranamente a quella data Angelo Di Lorenzo volle cancellare in autotutela tutta una serie di contratti e appalti stipulati dal commissario, ma quello relativo all’A.I.P. non fu toccato.

    Perche?  Quali erano i motivi che spingevano il sindaco ad annullare dei contratti e mantenerne altri come questo con l’A.I.P. che alla fine si è rivelata una scelta sbagliata?

    Non era molto più conveniente, specialmente per gli utenti, organizzare gli uffici comunali per ottimizzare il servizio di accertamento e riscossione?

    Nel frattempo affila le armi il noto avvocato di Frattamaggiore chiamato per l’ennesima volta a difendere il Comune di Grumo Nevano ormai diventato per alcuni un vero “pozzo d’oro”.

     

     
     

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