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ALLEANZA NAZIONALE, INIZIA DA OGGI UNA SERIE DI PROPOSTE PER LA CITTA'

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LA NOTA

Le osservazioni sui procedimenti amministrativi pronunciate nel consiglio comunale del 12.04.2007 dal Dr. Sossio Canciello, hanno scatenato una vera bufera sul Comune di Grumo Nevano. I parlamentari di Alleanza Nazionale, ai quali è stato inviato il relativo dossier, riferiranno in parlamento al più presto.

Queste osservazioni rappresentano un notevole apporto per la realizzazione della democrazia del confronto, per la verifica degli atti e per concretizzare il controllo dell’operato. I commenti o le posizioni assunte dalla maggioranza nei confronti di chi mette in atto tale controllo, dovrebbero essere chiare e limpide senza sottointesi tentativi per bloccare la dovuta critica dei consiglieri comunali di minoranza, così come emerge dai commenti del dopo consiglio.

Sossio Canciello tra l’altro ha dovuto subire un rinvio a giudizio, insieme a Fiorella Bilancio e Pietro Chiacchio, per il solo fatto di esercitare questo ruolo di controllo nel contestare la realizzazione di una strada che nel piano regolatore vigente mancava.

I cittadini hanno il diritto di essere informati, specialmente nei casi in cui si contestano e si sospettano presunte illegittimità e, sbandierare sempre l’uso della querela per limitare quest’azione, oltre a non essere accettabile va respinta con ogni forza e non può e non deve fermare l'accertamento della verità.

Questo per tutelare l'integrità morale e politica sia di chi amministra che di chi dall'opposizione esercita il controllo, ma principalmente, serve a tutelare i cittadini grumesi.

Ecco la stampa di oggi e la relazione sulla transazione dei 320.000 euro

LA RELAZIONE  SUI 320.000 EURO DELLA TRANSAZIONE

TRANSAZIONE SCATURITA DALL’ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO N. 699/03 – osservazioni del consigliere dr. Sossio Cancello

RICOSTRUZIONE DEI FATTI

  1. In data 31.12.2002 la ditta Sepem di Casoria, in qualità di promotore finanziario ai sensi dell’art. 37 bis della Legge 109/94, presentò al comune di Grumo Nevano due progetti preliminari: uno per la costruzione del mercato comunale coperto in via Mazzini, e l’altro per i lavori di manutenzione, gestione e risparmio energetico dell’impianto di pubblica illuminazione;

  2. Con delibera del C.S. 76 del 07/03/2003 (corredata del visto di regolarità tecnica) fu approvato il progetto preliminare per il mercato coperto in via Mazzini;

  3. Con delibera del C.S. 107 del 28/03/2003 (anch’essa corredata del visto di regolarità tecnica) fu approvato il progetto preliminare per il risparmio energetico dell’impianto di pubblica illuminazione;

  4. in data 22.04.2003 vennero pubblicati, a cura del servizio tecnico, i bandi di gara per l’affidamento delle concessioni dei due progetti

  5. Con determine del servizio tecnico n. 166 e n. 167 del 26.05.2003, esperiti i procedimenti di gara per entrambi i progetti, furono affidate al promotore finanziario (Sepem) le concessioni dei due lavori in questione;

  6. Con delibere del C.S. n. 186 e 187 del 26.05.2003 (entrambe corredate del visto di regolarità tecnica) vennero approvati i progetti definitivi – esecutivi delle due opere affidate in concessione;

  7. In data 05.06.2003 il responsabile del servizio tecnico, sottoscrisse per conto del comune i contratti di concessione n. 698 per i lavori di risparmio energetico e n. 699 per la costruzione del mercato comunale coperto in via Mazzini;

  8. In data 30.05.2003 vennero consegnati i lavori per entrambi i progetti;

  9. In data 04.07.2003 a seguito della disposizione del sindaco del 26.06.2003 (una delle tante) i lavori di tutti e due i progetti furono sospesi per “approfondimenti e valutazioni delle procedure sottese agli affidamenti in concessione”;

  10. Con delibera di G.C. n. 6 del 04.07.2003 l’amministrazione comunale incaricò un gruppo di esperti per la verifica di legittimità dei procedimenti amministrativi che avevano determinato la stipula dei predetti contratti n. 698 e n. 699. Detto gruppo di lavoro fu composto dal responsabile del servizio tecnico, dal responsabile del servizio ragioneria, e dal consulente legale esterno, avv. Napolano;

  11. Con delibera di giunta comunale n. 70 del 17.10.2003 l’amministrazione comunale prende atto delle relazioni prodotta dal gruppo di lavoro;

  12. Con delibera di giunta comunale n. 83 del 22.03.2004 l’amministrazione comunale, prendendo atto delle considerazione emerse dalla relazione del gruppo di esperti di cui sopra, annulla in autotutela il contratto n. 699 relativo alla concessione per la costruzione e gestione del mercato comunale coperto in via Mazzini, ma non annulla il contratto 698 relativo alla concessione dei lavori per il risparmio energetico. Per questa seconda concessione infatti si è avuto l’annullamento di tutta la procedura a seguito di impugnativa dell’ENEL SOLE Spa innanzi al TAR Campania e successiva conferma con sentenza del Consiglio di Stato del 05.07.2005; 

  13. In data 28.10.2005 la Sepem Srl richiede al comune di Grumo Nevano un risarcimento danni per €. 2'469'994.16 per l’annullamento del contratto 698/03 relativo alla concessione dei lavori di risparmio energetico, ed un risarcimento danni per €. 2'814'540.21 per l’annullamento del contratto 699/03 relativo alla concessione dei lavori di costruzione e gestine del mercato comunale di via Mazzini, per un totale di €. 5'284'534.37. A detta somma  andavano sommati inoltre gli interessi legali e le spese, per cui la richiesta totale della Sepem era di circa €. 6'400'000.

Tuttavia la Sepem si dichiara disponibile ad un accordo bonario chiedendo “solo” il 10% della predetta somma e precisamente pari a €. 640'000.   

  1. In merito all’insorgente controversia, in data 14.02.2006 il comune di Grumo Nevano acquisiva il parere dell’avvocato Napolano, nel quale il predetto consulente legale dichiara che in caso di giudizio la Sepem avrebbe potuto “dimostrare la sua buona fede e l’incolpevolezza nell’affidamento” e quindi conseguire quantomeno il riconoscimento di quanto richiesto in via transattiva, e di conseguenza implicitamente consiglia il comune di transigere con la Sepem;

  2. Con delibera n. 177 del 19.12.2006 l’amministrazione comunale approva la transazione di €. 320'000 (la metà di quanto richiesto dalla Sepem), stabilendo anche le modalità di rateizzo della somma pattuita, che la Sepem “accettata senza riserve”.

  3. La predetta delibera 177/06 richiama un verbale di accordo bonario del 12.12.2006 sottoscritto per il comune dall’arch. Miele, dall’ing. Salerno e dall’ass. Cristiano Dario. Verbale, che  non è stato allegato alla delibera, e ad oggi non  è ancora stato possibile averne visione.

  4. Con la predetta delibera n. 177/06 (proponente il responsabile del servizio tecnico) l’amministrazione si riserva di verificare la sussistenza di eventuali responsabilità per il susseguente esercizio dell’azione di rivalsa a fronte dell’onere sostenuto dall’ente    

OSSERVAZIONI SU ANOMALIE E CONTRADDIZIONI PROCEDURALI 

Sull’intero iter procedurale che ha portato all’annullamento in autotutela del contratto 699/03, sottolineiamo  probabili aspetti di illegittimità , ed  evidenziamo  anomalie e macroscopiche contraddizioni.

1) una prima contraddizione :In pratica fino alla vigilia dell’insediamento di quest’amministrazione il responsabile del servizio tecnico, senza riserve e senza muovere alcun rilievo sulle procedure adottate sui project financing: esprime parere tecnico favorevole sui progetti; pubblica i bandi di gara; effettua le gare; affida con proprie determine le concessioni dei lavori; sottoscrive i contratti; e consegna i lavori.

Stranamente poi, all’indomani dell’insediamento di questa amministrazione lo stesso responsabile del servizio tecnico, nella veste di componente della commissione di esperti all’uopo incaricata dalla stessa amministrazione, redige e sottoscrive una relazione in cui vengono evidenziati numerosi vizi sulle procedure di affidamento delle concessioni medesime, condotte proprio dall’ufficio che lui stesso dirige.

Il nostro responsabile dell’UTC inspiegabilmente sottoscrive la relazione  allegata alla delibera di giunta comunale 70/03 , in cui viene evidenziato e dimostrato quale illegittimo il procedimento di cui lui stesso ne è  unico responsabile.

Nella relazione da lui sottoscritta si legge infatti:

·         era pertanto onere dell’amministrazione richiedere chiarimenti ed effettuare le verifiche dei documenti presentati ed all’esito non accogliere la proposta della Sepem: (l’U.T.C. invece non ha effettuato le verifiche ed ha espresso parere tecnico favorevole) 

·         la proposta della Sepem non poteva essere valutata dall’ente: (l’U.T.C. invece l’ha valutata)

·         il progetto non aveva la conformità urbanistica: (l’U.T.C. avrebbe dovuto verificarlo prima)

·         il piano economico finanziario non era conforme alle prescrizioni di  legge: (l’U.T.C. invece l’ha valutato positivamente)

·         il bando era sbagliato: (il bando fu redatto e pubblicato proprio dall’U.T.C.)

·          non si potevano consegnare i lavori prima della sottoscrizione della convenzione: (l’U.T.C. ha fatto l’esatto contrario)

·         il direttore dei lavori non poteva essere anche responsabile del procedimento: (il responsabile del servizio tecnico era l’uno e l’altro)

·         il procedimento di esproprio dell’area  era “inesistente”: (il responsabile di quel procedimento era il capo dell’U.T.C.) 

·         La Sepem non aveva i requisiti per essere promotore finanziario: (quei requisiti dovevano essere verificati dall’U.T.C. già in fase istruttoria)

Rimane incomprensibile che tutti questi vizi della procedura vengano denunciati da chi quella procedura l’ha condotta dall’inizio alla fine, e poi  solo dopo la  conclusione di tutto l’iter.

2) seconda contraddizione : la commissione di esperti nominata dall’amministrazione e presieduta dall’avv. Napolano, integra la propria relazione con la nota del 13.10.2003, e dichiarano:

·         “la Sepem non aveva ne i requisiti per essere concessionario e neppure per essere esecutore delle relative opere avendo operato una cessione di azienda quasi totale riservandosi solo le attività di giardinaggio e di semaforizzazione.”

·         “allo stato l’amministrazione si trova ad aver affidato in concessione due opere ad un soggetto che non ha i requisiti per gestirle”

Ebbene se ciò era vero, il Comune doveva annullare il contratto in autotutela e non doveva transigere su niente, in quanto si annullava un contratto che la Sepem non avrebbe mai potuto onorare in quanto non possedeva i requisiti di legge, e di conseguenza non avrebbe dovuto e potuto richiedere nessun indennizzo.

Stranamente però le cose non sono andate così, in quanto lo stesso avv. Napolano il 14.02.2006 (28 mesi dopo il primo parere), inspiegabilmente sostiene che vi era la reale possibilità che il Comune risultasse soccombente in un eventuale giudizio, e quindi sarebbe stato opportuno e conveniente per l’ente chiudere sul nascere  l’insorgente lite con un accordo bonario. Così come poi ha fatto.

Ci si chiede: come mai questa possibilità non fu manifestata gia nel 2003?, …. Come mai il comune è dovuto ricorrere a due pareri legali per farsi un’idea di quello che doveva fare?

Infine sebbene la giunta si era riservata di verificare la sussistenza di eventuali responsabilità per l’azione di rivalsa a fronte dell’onere sostenuto dall’ente, di fatto poi nessun verifica è stata effettuata e nessuna rivalsa è stata esercitata.

Alla luce di quanto fin qui detto appare evidente che su questa vicenda vi sono forti anomalie e stridenti contraddizioni che vanno urgentemente chiarite, pertanto riteniamo che ricorrano i presupposti per l’invio di tutti gli atti di questa anomala transazione alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.

In questo modo potremmo realmente sapere se la transazione di 320.000 €. è stato un atto legittimo e, visti i vizi procedurali evidenziati dagli stessi esperti nominati dall’amministrazione, di chi sono le eventuali responsabilità patrimoniali.

OSSERVAZIONI SULLA LEGITTIMITA’ DEGLI ATTI PRODOTTI

A)    La delibera di giunta comunale 6/03 appare illegittima in quanto i responsabili del servizio tecnico e del servizio ragioneria non potevano essere nominati nella terna di esperti in quanto gli stessi erano stati precedentemente membri della commissione di gara che aveva aggiudicato le concessioni alla Sepem.

Tale aspetto è chiarito perfettamente dalla determina dell’Autorità di Vigilanza sui LL.PP. n. 17 del 10 luglio 2002 avente ad oggetto: Provvedimenti in autotutela.

Detto atto di regolazione infatti chiarisce che: “dopo l'approvazione dell'aggiudicazione, l'eventuale valutazione successiva della legittimità del procedimento spetta unicamente al competente organo di amministrazione attiva, responsabile del pertinente settore di attività contrattuale, e non alla commissione di gara che ha esaurito la propria funzione”.

 

B)     Conseguentemente anche la delibera di giunta comunale 70/03 appare illegittima in quanto prende atto di una relazione di un organo tecnico che nella fattispecie non era legittimato a redigerla;

C)     La delibera di giunta comunale n. 83/04 appare illegittima in quanto produce l’annullamento di un contratto in autotutela in violazione a quanto stabilito dalla determina dell’Autorità di Vigilanza sui LL.PP. n. 17/2002, la quale afferma: “L'autotutela decisoria, successiva alla conclusione del procedimento, è subordinata: a) all'obbligo di motivazione; b) alla presenza di concrete ragioni di pubblico interesse, non riducibili alla mera esigenza del ripristino della legalità; c) alla valutazione dell'affidamento delle parti private destinatarie del provvedimento oggetto di riesame, tenendo conto del tempo trascorso dalla sua adozione; d) al rispetto delle regole del contraddittorio procedimentale; e) all'adeguata istruttoria.”

Nel nostro caso infatti si annulla un contratto dopo un’istruttoria non adeguata e con una motivazione unica, nonché riconducibile alla sola esigenza di ripristino della legalità in un procedimento, che per altro, e stato gestito e condotto solo dal servizio tecnico dell’ente.

 

D)    La determina dell’Autorità di Vigilanza sui LL.PP. n. 17/2002 afferma inoltre: “la illegittimità della procedura di gara giustifica l'esercizio del potere di autotutela nel caso in cui l'aggiudicazione sia stata determinata sulla base di vizi inerenti la procedura di gara che doveva essere espletata assicurando il puntuale rispetto della concorrenza tra imprese e la par condicio delle stesse, occorrendo peraltro che vengano individuati da parte della stazione appaltante tutti gli interessi pubblici attuali, distinti dal mero interesse al ripristino della situazione di legittimità che giustifica la rimozione dell'atto viziato”.

Nel nostro caso la par condicio sembra essere stata garantita tanto è vero che una seconda impresa aveva prima partecipato alla gara poi ha deciso di ritirarsi in quanto non più interessata, ed in ogni caso se la par condicio  non è stata garantita ciò è imputabile, così come si legge nella relazione del gruppo di esperti nominati dall’ente, solo ed esclusivamente al servizio tecnico che ha seguito e gestito tutta la procedura;

Ma la cosa più grave di questa vicenda è che al momento dell’annullamento del contratto l’amministrazione ha operato senza valutare i reali interessi attuali dell’ente.

Infatti nell’aprile del 2004 l’amministrazione si trovava davanti a due possibilità: impegnare circa 200'000 € per il solo esproprio dell’area e realizzare con capitali privati un opera pubblica che non avrebbe mai potuto realizzare con i soli fondi comunali, o annullare il contratto pagando un risarcimento di 320'000 €. all’impresa, e senza avere niente in cambio.

L’amministrazione scelse la seconda opzione adottando un provvedimento che palesemente andava contro i reali interessi  dell’ente.

L’amministrazione ha consapevolmente scelto di non espropriare l’area, di non realizzare l’opera pubblica, e di spendere 320'000 €. di soldi pubblici senza produrre nessun ritorno utile per i cittadini grumesi.

  Pertanto anche sotto questo aspetto l’annullamento in autotela del contratto n. 699/03 appare illegittimo ed ingiustificato.

 

IL COMMENTO di Peppino Landolfo

Una concentrazione di potere molto preoccupante sulla quale occorre effettuare un accurato monitoraggio, atto per atto

 

A giorni Grumo Nevano sarà stravolta urbanisticamente e i soldi dei contribuenti dovranno sostenere il costo milionario di alcuni affidamenti per appalti di pubblici servizi. Sono in ballo interessi politici da brividi che vedono impegnati in prima linea consiglieri comunali, sindaco, assessori e funzionari.

I politici che controllano tutti e tutto, sono già proiettati alle prossime elezioni amministrative e, come altre volte ho scritto, hanno tutto il loro interesse a ricavare beneficio in termini di consenso elettorale. Come? Non è molto difficile da capire. Con tutto l’armamentario previsto dal manuale Cencelli, stanno promettendo a destra e a manca, pur consapevoli che potranno soddisfare l’un percento delle promesse fatte a quei poveri creduloni che sono in attesa di un posto in una casa famiglia, nel supermercato di via Mazzini o nel servizio di sosta a pagamento, dove, da mesi, si rincorrono voci che è già stato pianificato l’organico in modo da tenere unita tutta la maggioranza.

E statene  certi,  quando leggeremo i nomi degli assunti, avremo la certezza che queste voci non sono proprio campate in aria come si tenta di far credere affermando che tutto si svolgerà alla luce della massima trasparenza.

Ma quale trasparenza? Sono stati e stanno per essere assegnati incarichi di consulenza tecnica senza che nessun cittadino abbia mai visto uno straccio di manifesto, figuriamoci per la rissa che c’è intorno a questi “posti”!!!

Ma il botto è tutto concentrato sul rilascio delle licenze per costruire le mansarde; sulla gestione dei condoni edilizi; sull’area di edilizia popolare che potrebbe nascere ai lati di via Ferrovia archiviando definitivamente dalle precedenti e future campagne elettorali la litania del cimitero privato; sull’affidamento di alcune gare milionarie per servizi urgenti; sulla privatizzazione dell’acqua e delle fogne; sul supermercato di via Mazzini.

Stranamente tutto è stato pianificato per questi ultimi 14 mesi di consiliatura dopo tre anni di blocco totale, strategicamente ben ancorato nelle mani di pochissime persone, con la necessaria blindatura negli uffici tecnico, politiche sociali e contenzioso (vedi incarichi e “licenziamenti” paralleli).

Sulle grandi tematiche urbanistiche per le quali bisognava interrogare le categorie, le associazioni, la città, è tutto riportato solo su carta, nessuno è a conoscenza di essere stato informato o sarà partecipe di queste interrogazioni da parte dell’amministrazione.

Una concetrazione di potere molto preoccupante, capace di determinare scelte importanti per l’economia della città per poi trarne un evidente beneficio politico. Per questo chiedo di effettuare un attento monitoraggio, atto per atto, perché ho la sensazione che qualcuno ne approfitti fin troppo della latitanza di alcuni organi necessari a far rispettare la trasparenza amministrativa, compreso lo stesso Consiglio Comunale che tranne FI e alcuni tenaci oppositori, è praticamente allineato in modo reverenziale.  

ARTICOLI PUBBLICATI IN PRECEDENZA

IL MATTINO
ROMA

SENZA PAROLA!!!

ECCO CHE FINE  FANNO I SOLDI DEI GRUMESI

 

Nonostante una sentenza del TAR Campania e del Consiglio di Stato favorevole all'annullamento dei Project Financing, (leggi la delibera) si prelevano dalle tasche dei cittadini grumesi 320.000 euro per una lite (????) che l’Ente avrebbe tranquillamente vinto, perchè ci sono tutte le condizioni favorevoli, anche se l'avvocato del Comune dice cosa diversa. Sotto il profilo amministrativo e politico questa delibera rappresenta un atto inspiegabile e senza un minimo di logica se si legge attentamente cosa c’è scritto e come si è arrivati a tanto.

Praticamente è bastata una semplice diffida stragiudiziale della ditta e un parere legale dell’avvocato del Comune che paventa un esito “incerto” della lite (su quali elementi??) nonostante i contratti annullati in autotutela per una serie di illegittimità, a far si che 320.000 euro vengano concessi in tre rate come se fossero noccioline americane e cancellare tutto per un volemose bene che fa impallidire!! Ma stiamo scherzando? Ma veramente Grumo Nevano ovvero la Casa Comunale è diventata il bengodi?

Questo è un atto che urge trasmettere alla Corte dei Conti e a tutte quelle persone in grado di intervenire e fare chiarezza. I consiglieri comunali tutti non possono permettere una cosa del genere, che cozza contro gli interessi dei cittadini.

LA DELIBERA

 
 
 
 
 
 

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