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ASSURDO

Quattro mesi senza la mensa scolastica. Una vergogna!!!

Sono trascorsi quattro mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico e il servizio di mensa ancora non parte.

L'unica ditta che aveva partecipato e vinto al bando di gara per il servizio di mensa scolastica, non può iniziare il proprio lavoro in quanto la Prefettura non ha inviato al Comune le assicurazioni in merito alla certificazione antimafia. Una vera doccia fredda già annunciata precedentemente in altri articoli riportati dalla stampa locale.

Per Grumo Nevano una vergogna!!!

Una vergogna in quanto già prima di maggio (scadenza del vecchio contratto) l'amministrazione doveva attivarsi per la gara che invece è partita ad ottobre perchè si è dovuto aspettare un assestamento di bilancio: i fondi  erano stati dirottati su altre inutili spese.

Alcuni esempi: 112.000 euro per le case famiglia; 35.000 euro per la segreteria personale e un settimo assessore; 50.000 euro all’anno per inutili consulenze esterne; 300.000 euro in cinque anni per nove telecamere che non controllano nulla tranne che ombre di fantasmi; 500.000 euro per processi e parcelle agli avvocati. Adesso non si riesce a capire come risolvere la questione che diventa esplosiva sia per le difficoltà causate alle famiglie dei ragazzi, sia per i risvolti tecnici della gara, Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza stanno distruggendo la nostra città attraverso provvedimenti che dimostrano la loro incapacità politica nell’assicurare servizi di primaria importanza come quello della mensa scolastica. Grumo Nevano non può più tollerare la presenza di “amministratori” impegnati solamente nella gestione del proprio “potere” e senza quella minima sensibilità verso i gravi problemi da loro stessi causati in circa tre anni di “tarantelle”, per le quali siamo piombati definitivamente ai margini della civiltà occidentale.

Tammariello

A proposito della mensa scolastica

UNA SERIA RIFLESSIONE “LEGALE”

Tammariello non sa solo scherzare, ma ogni tanto si va pure a studiare  qualche Legge, …………….. magari lo facessero pure certi amministratori.

Non è vero che per far partire il servizio della mensa occorre per forza l’informazione antimafia del Prefetto. Ecco come possono procedere le amministrazioni che conoscono e rispettano le leggi


DPR 3 giugno 1998, n. 252 (G.U. 30 luglio 1998, n. 176)
Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia.

Art. 11.
Termini per il rilascio delle informazioni

1. Quando le verifiche disposte siano di particolare complessità, il prefetto ne dà comunicazione senza ritardo all’amministrazione interessata  e fornisce le informazioni acquisite entro i successivi trenta giorni.

2. Decorso il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione della  richiesta, ovvero, nei casi d’urgenza, anche immediatamente dopo la  richiesta, le amministrazioni procedono anche in assenza delle  informazioni del prefetto. In tale caso, i contributi, i finanziamenti, le  agevolazioni e le altre erogazioni di cui al comma 1 sono corrisposti  sotto condizione risolutiva e l’amministrazione interessata può revocare  le autorizzazioni e le concessioni o recedere dai contratti, fatto salvo  il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità conseguite.

3. Le facoltà di revoca e di recesso di cui al comma 2 si applicano anche quando gli elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa siano accertati successivamente alla stipula del contratto, alla concessione dei lavori o all’autorizzazione del subcontratto.

4. Il versamento delle erogazioni di cui alla lettera f) dell’articolo 10  della legge 31 maggio 1965, n. 575, può essere in ogni caso sospeso fino a  quando pervengono le informazioni che non sussistono le cause di divieto o di sospensione di cui all’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, né il divieto di cui all’articolo 4, comma 6, del decreto legislativo n. 490.

P.S.
Consiglio:

in certi casi di deficienze in diritto amministrativo è opportuno prendere lezioni di ripetizione pomeridiane

Proverbio:

a volte tacere serve a nascondere la propria ignoranza

Ce vò pacienz’ ….. tanta pacienz’

 

OVVIAMENTE E' SUPERFLUO EVIDENZIARE CHE UN PROTOCOLLO DI LEGALITA' NON PUO' ANDARE CONTRO UNA LEGGE DELLE REPUBBLICA

MENSA SCOLASTICA

Le mamme dei ragazzi: “Ma quale “specie” di amministratori abbiamo votato? Perché non vanno tutti a casa!!”. Siamo in attesa dell’antimafia

 

Siamo arrivati a dicembre e la mensa scolastica nemmeno parte. In consiglio comunale il sindaco pressato dagli interventi di Fiorella Bilancio in merito, ha passato la palla al segretario chiedendo informazioni che potessero chiarire meglio a che punto stiamo con la gara.

Il segretario ha dichiarato che il ritardo dipende dal  mancato arrivo della certificazione antimafia riferita all’unica ditta che ha partecipato aggiudicandosi l’appalto.

Un mancato arrivo per ritardi burocratici, questa è la versione ufficiale dell’Ente.

Ma noi abbiamo la versione ufficiale delle mamme dei bambini che aspettano da ottobre per l’incapacità dell’amministrazione di porre fine alla problematica e, di questo passo, chissà quanto tempo ancora aspetteranno.

La complicata fase dell’espletamento della gara, i tempi necessari, si conoscevano ampiamente per questo bisognava agire almeno dal mese di luglio per poter dare ai ragazzi l’opportunità dei pasti dal primo giorno di scuola.

Questo non è successo, prima per una questione di fondi non stanziati in bilancio preventivamente, poi, pare, per problemi di altra natura riferiti alla gestione precedente.

Sta di fatto che al 6 dicembre, per un ritardo dell’antimafia, un servizio così importante non parte.

“Ma quale “specie” di amministratori abbiamo votato? Perché non vanno tutti a casa!!”, è questo l’amaro sfogo delle mamme in attesa fuori i plessi scolastici. Ma pure della intera città.

 

 
 
 
 
 
 
 
 

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