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Dichiarazioni autolesioniste

Affisso sui muri della città il manifesto con il quale il sindaco elenca i propri fallimenti politici. Una pietra miliare da custodire gelosamente….

 

Nel manifesto con il quale il sindaco e alcuni suoi stretti collaboratori spiegano alla città le ragioni del loro passaggio dalla Margherita a IDV, emerge il decennale e storico elenco dei fallimenti politici descritti in maniera decisamente autolesionista da Angelo Di Lorenzo. E’ lui stesso che indirettamente, cercando di nascondersi dietro presunte colpe della Margherita, non ha fatto altro che comunicare alla città tutte le iniziative che periodicamente ha fatto saltare (Patto Z.E.N., Fashion Hall,…)

Ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente incomprensibile quando addossando le colpe ai vertici della Margherita leggiamo:

“….non è stato possibile nemmeno individuare un valido interlocutore, provinciale o regionale, idoneo al confronto sulle esigenze del nostro Comune…”

Ma Di Lorenzo è stato consigliere provinciale per 5 anni e chi più di se stesso poteva essere “un valido interlocutore”?

Ripetiamo, ci troviamo di fronte ad un'affermazione incomprensibile dal punto di vista politico che può far danni soltanto a se stesso, peccato per quei stretti collaboratori che l’hanno avallata, ma dubitiamo fortemente che questi abbiano letto il manifesto prima di essere affisso.

Ma il massimo del massimo si rileva in un altro passaggio.

APRITE BENE LE ORECCHIE VOI CHE STATE LEGGENDO:

“ Nel breve volgere di qualche lustro, da territori ricchi e capaci di produrre redditi elevatissimi, grazie al lavoro e alla imprenditorialità dei Grumesi, siamo passati ad una comunità povera e male assistita”.

I firmatari hanno avuto però un grande vuoto di memoria dimenticando di aggiungere che il sindaco di quel lustro era ed è un certo Angelo Di Lorenzo! Cose dell’altro mondo! Ci vuole una grande faccia tosta nel dichiarare candidamente una cosa del genere.

Fa ridere infine il titolo “Una ponderata scelta politica” riferita al fatto che questi “amministratori” scelgono il partito di Di Pietro perché lo ritengono un “valido riferimento per la nostra realtà locale”.

Almeno questo è vero, perchè soltanto un partito che non esiste sul territorio li poteva tesserare dopo i danni che hanno causato e continuano a causare ad una realtà locale degradata, frutto del loro inesistente spessore  politico amministrativo.

Inutile andare avanti nei commenti, leggetevi tutto il manifesto perché rappresenta una pietra miliare da custodire gelosamente negli archivi dei clamorosi “tarocchi” politici.

IL MANIFESTO

LA RISPOSTA DELLA MARGHERITA

articoli precedenti

IL COMMENTOdi Giuseppe Landolfo

Incredibile, sconcertante, la difesa del sindaco sul passaggio da Margherita a IDV. “Schiaffi” da tutte le parti per la nostra città.

 

Leggendo IL MATTINO di stamani sono rimasto sconcertato dalle parole rilasciate dal sindaco in merito al suo passaggio dalla Margherita a Italia dei Valori.

Leggete un po’ cosa ha dichiarato Angelo Di Lorenzo:

“Ci sono troppi motivi che mi hanno spinto a questa sofferta decisione, io e gli altri consiglieri siamo delusi dalla non politica della Margherita che ha completamento abbandonato l’area a Nord di Napoli, vedi le nomine per il Bacino Napoli 2, vedi l’abbandono del progetto per la realizzazione di una Fashion Hall per calzaturieri. L’elenco potrebbe continuare, l’ultimo episodio di qualche mese fa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, nella conferenza dei sindaci dell’ASL NA3, su tre sindaci della Margherita (Frattamaggiore, Grumo e Casavatore) ancora una volta è stata penalizzata la mia città”.

Ci vuole un bel coraggio nell’affermare ciò, Di Pietro suo nuovo leader direbbe “ma questo che c’azzecca”.

Di Lorenzo con questa dichiarazione ha realizzato un clamoroso autogol. Si capisce chiaramente che è andato via dalla Margherita solo per calcoli personali, di nomine non ricevute sia nel Bacino Napoli 2 che nell’ASL NA3.

La politica della Margherita “c’azzecca” ben poco, anche perché quella di Italia dei Valori non c’è mai stata.

Non parliamo poi della Fashion Hall della scuola di formazione per calzaturieri dove il fallimento è soltanto da attribuire a lui, al suo camaleontico comportamento all’interno della Margherita passando da un candidato all’altro da appoggiare (vedi prima Casillo e poi il perdente Mauro). E poi c’era già un protocollo d’intesa della provincia iniziato quando lui era consigliere provinciale ma, dopo la mancata rielezione, non si è interessato più a nulla anzi, concentrato sui PIP di Frattamaggiore, ha contribuito al fallimento dell’iniziativa.

La verità è quella che i vertici della Margherita hanno capito con quale personaggio avevano a che fare e lo hanno politicamente isolato. Come suo modo storico di comportarsi adesso scarica le colpe dei suoi fallimenti sulla “mancata politica della Margherita”.

In vista delle elezioni politiche ha trovato una ciambella di salvataggio nella disponibilità di Italia dei Valori che, promettendo posti in lista e future candidature ad alti livelli, sta raccogliendo tutto ciò che si può raccogliere pur di incrementare i propri voti senza troppi scrupoli, tant’è che questa strategia sta facendo saltare tutte le amministrazioni a Nord di Napoli. Speriamo che sia una strategia “vincente” anche per Grumo Nevano che nel frattempo subisce altri “schiaffi” per colpa del primo cittadino.

SOLO "CAPORALATO"

Di Lorenzo e i suoi “caporali (senza gradi)” Farina, Brisetti e Masito dalla Margherita saltano in Italia dei Valori. Lo squallido modo di scegliersi un partito. Chi è che non ricorda il comizio dal palco di via Ferrovia a Frattamaggiore e l’etichetta data ingiustamente al consigliere Guarino attuale capogruppo di IDV??

“Siamo uomini o caporali” esclamò il grande Totò in uno dei suoi film più riusciti. La stessa esclamazione viene spontanea farla dopo aver visto lo squallido modo con cui oggi si sceglie un partito, ovvero nel nostro caso, quando si “impone” una scelta di campo non ideologica ma interessata.

E’ successo per l’ennesima volta nel penoso quadro politico locale: Angelo Di Lorenzo isolato a tutti i livelli nella Margherita e in cerca di un nuovo gruppo che gli dia spazio, ha trovato terreno fertile in un partito che sul nostro territorio ha sguinzagliato i propri dirigenti a racimolare nuove adesioni a qualsiasi costo (vedi pure Frattamaggiore), promettendo candidature a vari livelli provinciali e regionali, una manna dal cielo per il nostro sindaco. E’ ovvio che in vista delle politiche, per ottenere un buon risultato ed essere credibile verso i piani alti del partito, c’è bisogno dei voti. Subito fatto, Di Lorenzo ordina ai suoi “caporali senza gradi” di passare con lui nel gruppo e trova immediatamente l’adesione di Carmine Farina, Gennaro Brisetti e Pellegrino Masito. Ci ha tentato con Biagio Silvestre e Arcangelo D’Errico ma al momento pare che questi non siano d’accordo.

Inutile ricordare che i tre “caporali senza gradi” e il sindaco sono già al loro terzo cambio di casacca, allo stesso modo di come si cambia una cravatta al giorno.

Ma la cosa che più sconcerta è quella che il gruppo di Italia dei Valori presente in consiglio comunale era formato  soltanto da due elementi e aveva come capogruppo Adamo Guarino. Chi è che non ricorda in quale modo grave, fu "etichettato" ingiustamente in campagna elettorale da un palco di via Ferrovia proprio da chi adesso si è buttato nelle sue braccia?

Ma ormai anche questo non fa più testo quando in campo ci sono grandi interessi politici da tutelare da ambo le parti.  Sui “caporali senza gradi”, dei loro comportamenti politici non possiamo fare altro che riferirci al grande Totò e stendere un velo. Questo vale anche per molte persone che oggi circolano in politica senza una propria identità, senza coraggio, senza pudore ma coscienti di sfruttare al massimo il loro momento in qualsiasi posto e situazione, l’importante è gestire il potere.

Ma Antonio Di Pietro queste cose le conosce? Già il nome Italia dei Valori dovrebbe essere il punto di riferimento, crediamo, di quei valori positivi che in moltissimi casi e specialmente in Campania, pare vengono ignorati. Ma il motto è "l’importante è crescere", in che modo non interessa più a nessuno.

dal sito www.antoniodipietro.com

Stralcio del programma

ITALIA DEI  VALORI

Chi siamo, che cosa vogliamo, con chi lo vogliamo

.......Con gli elettori e le elettrici, Italia dei Valori assume l’impegno solenne di

·         mettere il cittadino e la cittadina al primo posto, in un quadro di coerenza con la futura costituzione europea

·         dare voce a chi non ne ha

·         restituire dignità a coloro a cui è stata tolta con la violenza, con la potenza del denaro, con l’inganno dell’informazione, con l’abuso del potere

·         battersi in ogni caso, presenti in parlamento o no, con tutte le proprie forze e sul proprio onore, perché i  valori della vita, della legalità, della solidarietà, della giustizia, dell’eguaglianza, della responsabilità, della sussidiarietà e dell’autogoverno diventino il lievito della politica e il fondamento della gestione della cosa pubblica

·         usare  il merito e le capacità dimostrate come criteri di promozione politica, sociale ed economica

·         mettere al centro dell’azione politica la questione morale.

 

 
 
 
 
 
 
 

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