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Auguri Giorgia, ragazza dei record nei cuori dei giovani della destra romana e italiana. Buon lavoro

ACQUA AI PRIVATI, PERCHE' IL SINDACO NON RISPONDE ALLA CITTA'?? I CITTADINI ATTENDONO PER LA MESSA IN OPERA DEI CONTATORI

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CENTRI COMMERCIALI USCITA ASSE MEDIANO

Nasce un comitato per il no che dalle deleghe passa alla lotta. Clamorosa protesta, pronti alle barricate per fermare gli ipermercati che stanno per nascere.

 

Finalmente pare che i soggetti interessati si siano svegliati dal “sonno”. Un nutrito gruppo formato dalla maggioranza dei titolari di esercizi commerciali grumesi, sta organizzando un comitato per il no, e compatti, sono pronti a scendere in piazza per protestare con ogni mezzo, anche al costo di occupare i terreni, contro l’insediamento di ipermercati sul nostro territorio.

Fino a ieri la cosa è stata gestita in maniera soft e superficiale da tre o quattro commercianti che interagivano e continuano ad interagire con l’amministrazione a nome della categoria senza però ottenere risultati concreti.

Infatti non sono stati capaci neppure di ottenere una logica e opportuna concertazione con le associazioni, con i partiti e i cittadini, per discutere un progetto di simile portata che coinvolge tutta la città.

Da quando la cosa però è diventata di dominio pubblico ed è giunta alle orecchie di tutti i negozianti, qualcosa sta cambiando, e ora si vuole passare dalle deleghe inutili e improduttive per la tutela della categoria, all’azione collettiva, pur di fermare un progetto che metterà in ginocchio le loro attività e la vivibilità di tutti noi, con un forte impatto ambientale principalmente sotto l’aspetto urbanistico.

Dalle prime indiscrezioni trapelate, i commercianti sono tutti compatti, tranne qualcuno che flirta ancora con l’attuale amministrazione assumendosi le proprie responsabilità per una eventuale mancata adesione all’azione di lotta.

In programma ci sono manifestazioni pubbliche, una forte comunicazione mediatica e cartaceaazioni mirate nelle sedi istituzionali attraverso ricorsi di ogni genere, Regione, Provincia, Prefetto di Napoli per arrivare fino alla Procura della Repubblica. Ne vedremo delle belle….

 

 

 

 

precedenti articoli

STRUMENTO COMMERCIALE

GRAVISSIMO! L’Assessore Regionale Andrea Cozzolino risponde all’interrogazione dell’on. Salvatore Ronghi di AN e scopriamo che ad oggi il Comune è inadempiente.

 

Vi ricordate l’approvazione illegittima nel consiglio comunale del 26.07.06 dello Strumento Commerciale SIAD che lo stesso presidente Di Nola poi revocò? Quella delibera fu riproposta con tutti gli atti che mancavano e approvata in data 18.09.2006. Ebbene da quella data ad oggi il Comune non ha ancora trasmesso le note deliberate! Perché?

Questo dato emerge nella risposta (prot. N. 3848/SP del 22.11.2006) dell’Assessore Regionale Andrea Cozzolino all’interrogazione dell’on. Salvatore Ronghi di AN sulla questione dei centri commerciali. Dopo il giallo della tabella A che mancava agli atti e dopo il ritiro della delibera illegittima, continuano quindi le inadempienze da parte dell’Amministrazione in merito alla tormentata vicenda degli ipermercati. Il sindaco non può ignorare quest’ultima “chicca” e ha l’obbligo di chiarire cosa è accaduto, del perché a distanza di oltre due mesi la Regione Campania non ha ancora ricevuto quello che è stato deciso in data 18.09.2006. Qualche ripensamento sulle cifre?

Quanto alle risposte dell’Assessore Cozzolino, ci appaiono molto vaghe e non convincenti, come ad esempio quella relativa alla mancata convocazione delle parti sociali che viene soltanto richiamata nell’atto n. 18/06 ma nei fatti nessuno ha visto realizzarsi. L’Assessore Cozzolino poteva  meglio approfondire la problematica non fermandosi soltanto agli atti giunti in regione, ma inviando sul posto qualcuno che potesse leggere le carte dell’intero iter amministrativo. Probabilmente le risposte sarebbero state di diverso parere.

QUESTA LA RISPOSTA DELL’ASS. COZZOLINO

 

 
L'INTERROGAZIONE DELL'ON. SALVATORE RONGHI
 

ARTICOLI PRECEDENTI

POLITICA & AFFARI

In un sol colpo si approva il centro commerciale, la privatizzazione del mercato, dei parcheggi e delle multe. Il presidente del consiglio dr. Di Nola vota contro e dichiara:”Effetti devastanti”. Deve intervenire il Prefetto e la Procura per indagare sulle opzioni di vendita dei terreni.

 

Una premessa che vuol rappresentare un rammarico.

Se fossero stati presente gli altri quattro consiglieri della minoranza, oggi avremmo commentato lo scampato pericolo in quanto il tutto è stato approvato con soli 10 voti favorevoli e 6 contrari tra i quali quello importante del presidente del consiglio dr. Raffaele Di Nola.

Un presidente del consiglio al quali va il merito di aver “costretto” il sindaco e la maggioranza ad uscire allo scoperto e chiarire, attraverso l’apporto dell’ing. Salerno, tutta la delibera che riguardava i centri commerciali sia nella parte tecnica che in quella politica, nonostante il sindaco continuasse a parlare di tutt’altra cosa per sviare il problema. Ebbene si, ora c’è la conferma ufficiale che avremo il centro commerciale. L’ing. Salerno con molta onestà professionale lo ha chiaramente detto, e su sollecitazione di Di Nola ci ha spiegato la famosa tabella 9 che mancava agli atti. Ed è proprio quella tabella che rappresenta il cuore del problema: si parla di centri commerciale fino ad un massimo di 3.500 metri adibiti alla vendita, quindi se aggiungiamo strade, parcheggi e servizi annessi, per ogni licenza rilasciata si occuperanno almeno 10.000 metri che moltiplicati per tre o quattro “industrialotti” porterà via al nostro territorio già fortemente martoriato, almeno 40.000 metri dove, invece, andrebbero realizzate, uffici postali, caserme dei carabinieri, uffici dell’asl, attrezzature sportive, biblioteche……tutto quello che realmente manca alla nostra città!

Il dr. Di Nola, nel suo eccellente intervento di dichiarazione del voto contrario, ha posto in evidenza i rischi futuri di questa operazione che di politica non ha nessuna connotazione, ricordando gli “effetti devastanti che la città potrebbe subire in termini di attività commerciale locale, di ambiente, di vivibilità”

Ma questo non è bastato a convincere la maggioranza ridotta a fare dietro front e ragionare senza interessi di bottega.

Interessi che a questo punto diventano ampi e di una certa consistenza e sui quali invitiamo Prefetto e Magistratura ad intervenire.

Così come devono intervenire sull’altra questione che riguarda la sosta a pagamento, ma che nei fatti e nel capitolato d’appalto, è stato approvato con la privatizzazione del mercato settimanale, dei parcheggi, delle multe sottratte al capitolo di entrata nelle casse comunali, alla rimozione forzata. Non c’è un articolo in quel capitolato a favore del comune, tutti sono scritti per salvaguardare il capitale che investirà la ditta.

Una operazione di tipo "commerciale" che tra le altre cose metterà “in croce” gli occupanti degli spazi al mercato che dovranno pagare in anticipo e con forti aumenti delle tariffe. Tariffe che deciderà la ditta che avrà in gestione il servizio per cinque anni rinnovabili e ampliabile su altre aree.

Una cosa allucinante che non può passare inosservata sotto la lente di ingrandimento degli 007 della Procura della Repubblica e del Prefetto.

Ci appelliamo alle forze d’opposizione: abbiate il coraggio di chiedere una audizione al Prefetto di Napoli per spiegare cosa accade, non potete abbandonare i cittadini che subiscono questo scempio.

A titolo di cronaca, riportiamo i nomi che passeranno alla storia per aver contribuito con il proprio voto favorevole a distruggere gli ultimi pezzi di territorio disponibili per realizzare qualche servizio utile alla città e, indirettamente, dando il via libera agli “industrialotti” che vogliono investire.

FAVOREVOLI

Angelo Di Lorenzo, Masito Pellegrino, Carmine Farina, Arcangelo D’Errico, Mario Lamanna, De Simone Domenico, Antonio Limone, Salvatore Aversano, Adamo Guarino, Gennaro Brisetti

CONTRARI

Fiorella Bilancio, Marino Roberto, Sossio Canciello, Borzacchiello Luigi, Biagio Silvestre, Di Nola Raffaele.

 

Per la sosta a pagamento Biagio Silvestre ha votato a favore.

Amen

 

CONSIGLIO COMUNALE

Particolari allucinanti che riguardano l’acquisto dei terreni per costruire il supermercato. Polizia e Prefetto intervengano con la massima celerità.

 

Stasera in Consiglio Comunale si tenta di mettere una pezza al clamoroso errore, ovvero alla clamorosa approvazione illegittima della delibera che riguarda l’insediamento di un centro commerciale.

Come tutti sapete, il presidente del consiglio stesso insieme al segretario, hanno definito illegittima quella proposta disponendo l’immediato ritiro, anche se poi era rimasta affissa all’albo del comune oltre 15 giorni. Su questa oscura vicenda, c’è pure l’interrogazione in Consiglio Regionale fatta dall’On. Salvatore Ronghi di Alleanza Nazionale.

Ora siamo giunti all’ennesima puntata nella quale avremo la possibilità di ascoltare e leggere cosa avranno inserito nella nuova delibera.

Nel frattempo si apprendono alcuni particolari che andrebbero verificati dagli organi di polizia.

I proprietari dei terreni in oggetto pare che abbiano sottoscritto un accordo preliminare con gli emissari del gruppo che intende costruire il supermercato, ottenendo 3 euro per metro quadro quale impegno a cedere il terreno. Dopo, se tutta la fase che riguarda le autorizzazioni a costruire andrà in porto, si parla dagli 80 ai 160 euro al metro quadro.

Oltre a versare i soldi ai proprietari per l’acquisto del suolo, gli emissari pare che hanno promesso almeno un posto di lavoro per ognuno. Una cosa allucinante. Siamo venuti a contatto con un proprietario che non ha voluto rivelare il nome dell’avvocato emissario confermandoci però che il gruppo di persone che sta curando l’investimento è politicamente molto potente tanto da essere convinto che il tutto sarà sicuramente realizzato.

Cosa aspetta il Prefetto a muoversi, ancora non riusciamo a capirlo.

 

 
il ROMA del 29.08.2006
 

CLAMOROSO!

Avevamo ragione noi: la delibera di consiglio comunale che approva i centri commerciali, è illegittima, lo ha detto e scritto il segretario comunale e Di Nola annulla tutto, ma inspiegabilmente resta affissa all’albo del Comune (vedi foto)!!! Intervenga subito il Prefetto.

 

Prima di andare nel dettaglio voglio rispondere ad un paio di consiglieri comunali come Farina e Masito che hanno votato una delibera illegittima e nonostante ciò continuavano ad affermare verso l’opposizione con toni spavaldi, “di andare avanti, di non temere nulla, di mandare tutto alla Procura”. Bene, ringraziate il sottoscritto e l’opposizione fatta da Sossio Canciello, Filomena Bilancio e Roberto Marino perché se Di Nola non annullava tutto a seguito della segnalazione del segretario generale (leggi copia della lettera) in procura probabilmente ci sareste andati tutti voi!

Ma questo è soltanto il risvolto patetico della questione e non merita più di tanto, perché ciò che conta è la gravità della procedura adottata dal consiglio comunale e da chi ha votato a fine luglio (perchè tanta fretta?) un atto illegittimo, incompleto nella documentazione. Consiglieri comunali che hanno votato a occhi chiusi una delibera zeppa di errori e senza conoscerne i contenuti principali afferenti una pianificazione urbanistica di grande rilievo e impatto ambientale per il futuro della città come gli insediamenti commerciali. Questo dimostra il “grado di preparazione” dei consiglieri della maggioranza che su indicazione della giunta comunale e del sindaco, votano gli atti senza neppure leggere cosa avrebbero dovuto votare!

Noi l’avevamo ampiamente anticipato mettendo in guardia le “teste dure”, descrivendo le illegittimità, ma il “masochismo” politico che caratterizza questi signori è tale da rendere inutile qualsiasi tentativo di recupero al buon senso politico. Ma il tempo è galantuomo e i fatti ci hanno dato ragione.

Il primo agosto 2006 dopo soli 4 giorni dal voto in consiglio comunale, il presidente dell’assemblea, Raffaele Di Nola, (leggi la lettera) ha invitato il segretario generale a predisporre ulteriore schema deliberativo da riproporre a settembre pregandolo di allegare tutti gli atti e specialmente quella famosa tabella A che mancava. Una tabella che rappresenta l’anima di tutta la delibera perché individua i parametri cui attenersi per impiantare una struttura di tipo commerciale. Stranamente però accade un fatto ancora più clamoroso del voto: alla data del 14 agosto 2006, la delibera era ancora affissa all’albo del Comune come dimostrano le foto che pubblichiamo e quindi è diventata esecutiva!!!

Non riusciamo a capire il voler tenere all’albo nei termini di legge (10 giorni esecutività, 15 giorni al pubblico) una delibera giudicata illegittima già il primo agosto e che dovrà essere annullata da un consiglio comunale apposito! Negligenza, impreparazione politica o il tutto “voluto” da qualcuno in particolare?

La si vuole ritirare o no? Certo è che il segretario comunale e il presidente Di Nola devono mettersi d’accordo e spiegarci cosa sta succedendo.

Ma ormai pur se sarà riproposta, comunque la delibera è stata votata commettendo una illegittimità incancellabile sulla quale invitiamo il Prefetto di Napoli (già ci sono sei interrogazioni al senato) a far luce sulla vicenda perché emergono fatti sconcertanti:

  1. Perché mancava la tabella A?

  2. Perché non vengono menzionati i luoghi esatti (solo le zone F generiche) dove costruire i supermercati?

  3. Perché la relazione tecnica del consulente esterno è parte integrante di una proposta di delibera che ha nell’oggetto l’adeguamento dello strumento commerciale dopo la bocciatura della Regione Campania e non viene proposta con un secondo atto che prevede una discussione ed un voto specifico?

  4. Perché tanta fretta nel far passare la delibera a fine e luglio con altri nove punti all’ordine del giorno, senza che sia stato organizzato un minimo incontro con le parti sociali e le varie categorie di settore, (che fine ha fatto il rappresentante dei commercianti locali??) per ascoltare le varie posizioni su un argomento di vitale importanza per l’economia e il territorio cittadino?

  5. E tutte le voci che circolano per Grumo Nevano di emissari che hanno già comprato i terreni sui quali edificare la struttura commerciale?

Al segretario generale il compito di preparare una delibera legittima, all’opposizione quello di vigilare e attivarsi per contrastare questo scempio urbanistico, agli organi di controllo infine, il compito di verificare le voci sui presunti acquirenti dei terreni e quindi sulle possibili interferenze politiche esterne.

LA LETTERA DI DI NOLA

LE FOTO DELL'ALBO ALL'ENTRATA DEL COMUNE SCATTATE IL 14 AGOSTO 2006

 

fonte ROMA-GIORNALE DI NAPOLI 28.07.2006

 

PROCEDURE DELIBERATIVE ILLEGITTIME PER MANCANZA DI ATTI ALLEGATI. OPPOSIZIONE ABBANDONA LA SEDUTA PER PROTESTARE CONTRO QUESTA "DITTATURA". SOSSIO CANCIELLO, FILOMENA BILANCIO e ROBERTO MARINO UNICI DIFENSORI DELLE REGOLE DEMOCRATICHE. CHIESTO L'AIUTO DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA E DEI CARABINIERI.

Inutile andare avanti se non interverrà il Prefetto di Napoli a mettere la parola fine alle continue procedure deliberative illegittime, l'ultima in ordine cronologico ieri sera in consiglio comunale dove si approvano due delibere che per regolamento dovevano essere discusse in commissione oltre ad essere prive di atti citati: non era allegata la tabella A SIAD che regola gli apparati commerciali.

Fiorella Bilancio si arrende a questa mancanza di diritti negati e continue procedure contro regolamenti e normative e per protesta abbandona l'aula. Stessa cosa la fa, dopo pochi minuti, il dott. Sossio Canciello invitando il presidente e il segretario a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica in un clima davvero irrespirabile, da vera "dittatura". Noi non possiamo fare altro che constatare con amarezza questo stato delle cose e la "latitanza" degli organi di controllo. Una sconfitta per la democrazia e la giustizia, ma il tempo è galantuomo.

 

CONSIGLIO COMUNALE

Avevamo ragione noi, si voterà per gli insediamenti dei centri commerciali. Pericolo camorra?

 

Come da tempo avevamo annunciato, l’Amministrazione comunale si appresta a destinare le ultime aree del proprio territorio rimaste libere e individuate come attrezzature di interesse pubblico (zona F)ai medi e grandi centri commerciali.

Con questa proposta, dopo continue smentite alle nostre anticipazioni, l’Amministrazione esce allo scoperto e avalla tutto quello che avevamo scritto in precedenza.

La proposta di delibera fatta da Angelo Di Lorenzo con allegata la relazione tecnica giustificativa per poter destinare tali aree alla costruzione di nuovi centri, sarà discussa e votata nel consiglio comunale di lunedì prossimo.

Per chi non lo sapesse, le aree del piano regolatore catalogate con la lettera F, sono dislocate a partire dall’ingresso dell’asse mediano per via Galilei, fino ad affacciare su Corso Garibaldi di fronte al parco ex ICE SNEI, angolo con la zona container che va ad intrecciarsi con la zona D2 riservata all’artigianato di produzione.

Altre zone utili per attrezzature collettive di interesse pubblico, sono dislocate pure in via Cilea, e sulla strada provinciale Fratta-Sant’Arpino lato via Ferrovia dove qualche politico-imprenditore frattese potrebbe essere interessato in un immediato futuro, ad  investimenti commerciali ma non di tipo alimentare, come ad esempio un cimitero privato che rientra nella tipologia zona F.

Una proposta di delibera che possiamo definire “mascherata” nell’oggetto, perché pur di non far capire ai consiglieri di maggioranza cosa in realtà essi andranno a votare, (e cosi sarà) non viene riportato l’atto fondamentale che ne certifica l’obiettivo principale da raggiungere, cioè la famosa relazione tecnica integrativa per giustificare la compatibilità della zona F agli insediamenti di medie e grandi strutture di vendita.

Una trasparente azione amministrativa tipo “casa di vetro” come disse tempo fa il sindaco, avrebbe voluto che si ponessero in discussione non una ma due proposte, la prima riferita all’adeguamento normativo dello strumento commerciale SIAD cui la Regione Campania aveva bocciato in alcuni punti in quanto non conforme alla legge regionale 1/2000 che regola tali strumenti, (il Comune aveva preteso di legiferare e sostituirsi alla Regione!), la seconda  invece doveva riferirsi esclusivamente alla relazione integrativa che serve ad approvare la realizzazione di centri commerciali e non mascherarla negli ultimi quattro righi della proposta attuale! Sarebbe stato molto più trasparente, ma forse per casa di vetro” il sindaco intendeva quello fumè dove chi sta fuori non vede quello che succede all’interno!

Una relazione che stranamente viene redatta da un tecnico esterno appena assunto, quindi, non c’è ne voglia l’amico ing. Salerno, con una conoscenza del territorio molto limitata rispetto all’arch. Pasquale Miele che oltre ad essere il funzionario responsabile dell’ufficio tecnico da circa venti anni, è pure uno dei redattori del Piano Regolatore Generale, quindi chi meglio di lui poteva redigere una relazione tecnica? Perché si è preferito la strada opposta?

Nel merito della relazione poi non accettiamo assolutamente il modo con il quale, ai fini giustificativi, si descrivono i centri commerciali quasi come “paradisi terrestri” dove poter socializzare, dimenticando che sul territorio di Grumo Nevano le vere strutture di socializzazione intese come servizi alla persona, sono inesistenti!!

Come pure non riusciamo a capire la giustificazione della vicinanza del centro commerciale al grande sistema viario (asse mediano). Ci perdoni l’ing. Salerno, ma forse non ha avuto il tempo di fare un giro in macchina per la città, perché si sarebbe reso conto di persona del carente sistema viario interno, che non ha grandi sbocchi e, in previsione dell’altro insediamento in via Dante che riguarderà i PIP, addirittura si prospetta una intensa congestione veicolare, come già succede per altri centri interessati a questo fenomeno inarrestabile della grande distribuzione.

La saturazione urbanistica alla quale siamo approdati dopo anni di saccheggio del territorio, al punto che nel Piano Regolatore si è sfruttato perfino il verde privato per poter entrare in certi parametri, non permette più nessuna forma di cementificazione ma semplicemente una politica urbanistica mirata al recupero dell’esistente, delle strutture da rivitalizzare e rendere utili alla collettività. E’ su questo che suggeriamo all’ing. Salerno di lavorare nei prossimi mesi.

 

Se passa la proposta di delibera, si cancellerà definitivamente ogni possibilità di realizzare su queste aree, strutture pubbliche di reale interesse collettivo, quelle che mancano alla città di Grumo Nevano: una nuova caserma dei carabinieri, un nuovo ufficio postale, un pronto soccorso, uffici comunali decenti, uffici ASL, strutture di interesse culturale e di supporto scolastico tipo biblioteche, e non certamente nuovi centri commerciali cui il territorio circostante ne è ampiamente saturo.

Nel frattempo attendiamo con ansia di conoscere la posizione del rappresentante dei commercianti grumesi il quale, invece di difendere la categoria che sarà inevitabilmente e fortemente penalizzata, pare sia disponibile ad un totale appoggio all’iniziativa nonostante che poche settimane fa, protocollò al Comune una richiesta diretta al sindaco per sapere se erano vere le voci apparse sui giornali in merito ai centri commerciali da venire. Sembra che abbia cambiato completamente opinione dietro la promessa di qualcosa che lo riguarda.

La verità è quella che dopo i parcheggi e i PIP, ora si pianificano i centri commerciali, in sostanza con la complicità di qualche consigliere comunale che certamente avrà i suoi grandi interessi politici e clientelari, si vuole “regalare” il territorio alle lobby imprenditoriali

Tutto il resto sono soltanto chiacchiere, l’opposizione lo dica chiaramente in consiglio comunale!!!.

Inutile nascondere la realtà, qui ci troviamo di fronte a grandi interessi, con tutte le varie sfumature ambientali e politiche legate all’operazione, come qualche decina di posti di lavoro già assegnati ai familiari e agli amici e non certamente attraverso il  collocamento.

Da non sottovalutare la questione ambientale riferita ai fenomeni malavitosi della zona che in questi casi, quando si parla di grandi investimenti, sono sempre in agguato.

Un primo campanello d’allarme lo abbiamo lanciato pochi giorni fa quando abbiamo riportato voci di piazza che  segnalano avvicinamenti ai proprietari terrieri da parte di intermediari, i quali per conto di imprenditori dell’area vesuviana, trattano la cessione del terreno prima che il Comune passi all’esproprio per eventuali esigenze collettive.

Addirittura si parla da 80 a 170 euro al metro quadro per i più resistenti. C’è un pericolo camorra?

Alle forze dell’ordine e alla Procura della Repubblica il compito di indagare.

Ai consiglieri comunali invece il compito di bocciare questa operazione commerciale che non porterà nessun sviluppo alla città ma soltanto danni ambientali e urbanistici.

A noi non resta che organizzare quello che avrebbe dovuto fare l’amministrazione quando si parla di stravolgimenti urbanistici: prima di portare in consiglio comunale una proposta del genere, si doveva coinvolgere la città, le categorie, le organizzazioni, è questa la vera “casa di vetro”. Lo faremo noi a ridosso della conferenza dei servizi con una grande assemblea cittadina.

 

VERGOGNOSO!!!

Tutte le strutture di tipo sanitarie non potranno mai più essere costruite a Grumo Nevano. Cosa ne pensano gli operatori sanitari presenti in consiglio comunale? Il dott. Raffaele Di Nola ci teneva tanto a realizzare qualcosa in tal senso…..

 

Il consiglio comunale si appresta a votare l’atto di indirizzo vincolante per la giunta comunale che riguarda il Piano di dettaglio in zona F e FF.

La “scellerata” legge n. 16/2004 della Regione Campania voluta da Bassolino & Co. dà pieni poteri agli assessori di decidere il futuro urbanistico di una città. Immaginatevi quale scelte vengono attuate da questi “signori” che sono costantemente sotto “ricatto” politico dai propri consiglieri di riferimento e dalle pressioni politiche “esterne” per la destinazione d’uso più appropriata dei territori esistenti nel Piano Regolatore Generale.

Siamo rimasti allibiti nel leggere la delibera di giunta comunale n. 106 del 6 luglio 2006 nel punto dove descrive il dettaglio delle zone F e FF, quelle adibite ad attrezzature collettive di interesse pubblico con le relative  strutture future e quelle già esistenti.

Citiamo il testo integrale affinché i cittadini sappiano che “razza” di amministratori si sono scelti.

“In via meramente esemplificativa debbono escludersi dalle destinazioni nelle suddette zone le seguenti strutture:

strutture a destinazione ed utilizzazione specifica(es. strutture sanitarie ivi comprese comunità per assistenza di ogni genere a soggetti tossicodipendenti ed alcoldipendenti), ospedali, cliniche ed altre strutture sanitarie analoghe;

c) prevedere che le destinazioni incompatibili come previste nei piani di dettaglio ai sensi del punto 2), si applicano anche alle strutture già esistenti……

In poche parole si eliminano le strutture sanitarie e si aggiungono i centri commerciali!

VERGOGNOSO e basta.

Cosa ne pensano gli operatori sanitari presenti in consiglio comunale? Il dott. Raffaele Di Nola ci teneva tanto a realizzare qualcosa in tal senso…..

ROMA 15.06.2006

IL MATTINO 15.06.2006

 

DUE CENTRI COMMERCIALI

Ecco le prime “notizie”. Ultimi decenni di politica urbanistica ai confini della legalità

 

Da alcune settimane circolano in città le prime voci sul secondo ipermercato che dovrebbe nascere sui terreni all’uscita dell’asse mediano. In effetti tra l’ipermercato in area arzanese che appoggerebbe la basi su Grumo Nevano per ciò che riguarda l’area parcheggio, ci dovrebbe essere un secondo ipermercato i cui investitori provengono dall’area vesuviana. Insistente corre la voce che attraverso un professionista grumese, siano già stati contattati i proprietari dei terreni per invogliare a cedere, si parla di un importo che varia da 80 a 170 euro al metro quadrato. C’è qualche proprietario più “tosto” che gli propongono il massimo pur di farlo cedere. Anche se tutti smentiscono, dicendo che si tratta soltanto di voci da marciapiede, noi a titolo di cronaca citiamo alcuni atti deliberativi del comune di Grumo Nevano che, in un certo senso, potrebbero essere indicativi, chi legge potrà trarne le proprie opinioni.

Il primo è del 4 febbraio 2005, delibera di giunta n. 36 con la quale si approva un progetto del comune di Arzano per la realizzazione di una strada di collegamento con Grumo proprio in quel punto.

Il secondo è la delibera di giunta comunale n. 126 del 27 maggio 2005 con la quale si approva l’aggiornamento del SIAD, lo strumento che regola gli apparati distributivi al dettaglio di piccoli, medi e grandi insediamenti commerciali.

Per ultimo in quella zona è stata negata con nota 11657 del 29 luglio 2004 la realizzazione di una stazione di servizio carburanti nonostante i pareri favorevoli delle autorità legittimate ad esprimersi  con il proprietario a tutt’oggi impegnato a portare avanti un contenzioso contro il Comune.

Sono soltanto coincidenze??

Speriamo di si perché pur di distribuire in maniera clientelare qualche posto di lavoro in questi centri commerciali, si dimentica che quell’area è l’ultima rimasta per poter realizzare qualcosa in termini di servizi alla città (nuova casa comunale, posta, carabinieri, uffici asl) e sarebbe di una gravità enorme, con pesantissime responsabilità politiche, permettere a qualche gruppo imprenditoriale di “saccheggiare” quel poco che rimane del nostro territorio già abbastanza devastato negli ultimi decenni da una politica urbanistica ai confini della legalità.

 

LAVORI & CENTRO COMMERCIALE

Uscita asse mediano in tilt per lo sprofondamento della sede stradale. La fretta è cattiva consigliera…

 

Le piogge dei giorni scorsi hanno causato danni in alcuni punti della città, ma quello più clamoroso riguarda l’uscita dell’asse mediano. In questo punto poche settimane fa sono terminati i lavori di scavo e interrato di una grossa tubazione (fognaria?) che pare dovrebbe allacciare la zona ormai famosa del centro commerciale. Sono bastate due gocce d’acqua per far sprofondare tutto. A questo punto viene spontaneo porsi alcune domande.

I nuovi lavori potevano essere realizzati in quel punto?

L’urgenza con la quale è stata conclusa l’opera può essere causa di una superficiale progettazione senza i dovuti sondaggi?

Sta di fatto che le foto dimostrano chiaramente che bisogna rifare tutta la sede stradale.

La fretta è cattiva consigliera… e stamattina abbiamo visto all'opera le pale meccaniche per ripristinare la sede stradale. Che velocità!!