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NUOVA GIUNTA COMUNALE: MALCONTENTO IN TUTTA LA CITTA' PER LE SCELTE EFFETTUATE. EMERGE UN GROSSO PROBLEMA IN VIA DI VERIFICA
UFFICIO TECNICO: TENSIONE TRA ALCUNI CONSIGLIERI DELLA MAGGIORANZA PER L'ANNUNCIATO RIASSETTO DEI DIPENDENTI. IL PDL DICE NO E DIFENDE LE POLITICHE "FAMILIARI" A SCAPITO DELLA FUNZIONALITA' DELL'UFFICIO.

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Dopo la nomina del settimo assessore, salta il voto al Bilancio 2006. Tensione e urla

 

Quello che si temeva è accaduto. La nomina a settimo assessore di Antonio De Rosa ha scatenato il putiferio nella maggioranza facendo saltare il consiglio comunale e il conseguente voto al Bilancio 2006. Alcuni assenti con giustifica diplomatica (malattie, onomastici, partita di calcio) hanno fatto saltare il numero legale. Alta era la tensione che si avvertiva tra i presenti che sono stati raggiunti dall’eco di urla proveniente dalle stanze del sindaco e del segretario comunale.

Le ultime operazioni guidate dalla triade che gestisce il controllo di tutta l’attività amministrativa (due consiglieri comunali e un dipendente stretto consulente dell’ufficio del sindaco) hanno creato forti malumori tra gli assenti che probabilmente hanno voluto lanciare un messaggio. Noi riteniamo che venerdi prossimo, quando sarà riconvocato il consiglio,tutto rientrerà tranquillamente, perché  siamo convinti di trovarci di fronte all’ennesima sceneggiata.

Manca il coraggio, la coerenza, la dignità politica di dire basta ad un andazzo che ha generato un bilancio disastroso dissanguando le casse comunali.

E ci riferiamo principalmente a quei seri professionisti che sono diventati complici di questo disastro amministrativo attraverso il loro appoggio. L’occupazione sistematica dell’ufficio tecnico, dell’ufficio assistenza, delle poltrone più importanti, lo spreco di risorse per un settimo assessore, le consulenze tutte di nomina vicine alla triade, le voci di cooperative già formate, scambi di incarichi revisori-assessori, gare d’appalto nulle e poi da rifare, la gestione clientelare della 328, forse ancora non bastano per staccare definitivamente la spina.

Per la cronaca erano presenti per la maggioranza Lamanna, Guarino, Brisetti, De Simone, Limone, Masito, Farina. Assenti giustificati D’Attardi , per malattia Di Nola, Silvestre, D’Errico, per altro Aversano

 

 

CONSIGLIO COMUNALE

Si approva un Bilancio 2006 che passerà alla storia per aver dato il “colpo di grazia” all’economia locale

 

Mentre è sopraggiunta l'ennesima spesa ai danni dei cittadini per l'inutile nomina del settimo assessore, il Consiglio Comunale di mercoledì 12, tra gli altri punti all’ordine del giorno, dovrà approvare il consuntivo del Bilancio 2006.

Come si ricorderà un bilancio disastroso sul quale prima i Revisori dei Conti e poi la Corte dei Conti, in fase di previsione, bocciarono per il mancato patto di stabilità. Dalla finanziaria 2007 venne poi una ciambella di salvataggio per gli enti che avessero sfiorato il patto è tutti vissero felici e contenti. Non i cittadini grumesi però.

Una lunga spesa di consulenti esterni 150.000 euro, transazioni milionarie 320.000 euro, appalti di pubblici servizi e manutenzioni da capogiro con un aumento di oltre 800.000 euro (per solo appalti) rispetto agli anni precedenti, ha costretto gli analisti di bilancio a fare marcia indietro e tagliare opere pubbliche previste nel piano triennale e molte voci di spesa importanti come l’istruzione e l’assistenza sociale.

Si è dovuto ricorrere a debiti fuori bilancio per 400.000 euro per poter effettuare interventi di manutenzione ordinaria.

E si continua con questo salasso delle nostre tasche.

Pensate che  addirittura per l’anno in corso, si è dovuto prelevare contante per 60.000 euro dal fondo di riserva per pagare tre consulenti esterni!

Chi ha approvato in fase di previsione questo bilancio negativo sotto l’aspetto della crescita della città, crediamo che farà altrettanto a consuntivo, nonostante qualche finta “resistenza” per ottenere qualcosa oltre a quello già ricevuto.

A questi signori vogliamo ricordare che metteranno il sigillo ad un documento contabile tanto negativo da rimanere negli annali e negli archivi della Corte dei Conti come quello che ha dato il fatidico “colpo di grazia” all’economia della città di Grumo Nevano.

Siamo anche coscienti di sprecare acqua e sapone.

LA RELAZIONE

 
 
 
SENTENZA CORTE DEI CONTI
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 


                  SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CAMPANIA

                                                        Deliberazione n. 29/2006

Composta dai magistrati:

Pres. Sez. Vittorio Zambrano        Presidente 

Cons. Francesco Amabile

Cons. Raffaele Del Grosso             Relatore                 

Cons. Corradino Corrado             

I Ref.Francesco Uccello               

Ref. Laura Cafasso                     

nell’  adunanza  del 24 novembre 2006

         Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n.1214 e successive modificazioni;

         VISTA la legge 21 marzo 1953, n. 161;

Vista la legge 14 gennaio 1994, n.20;

VistA la deliberazione della Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con le deliberazioni n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004;

VISTO il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali;

VISTA la legge 5 giugno 2003 n. 131

VISTA la legge 23 dicembre 2005, n.266, commi 166 e seguenti;

VISTA l’ordinanza presidenziale n. 16 del 9 novembre 2006 con cui viene convocata la Sezione per la pronuncia di cui all’art. 1,comma 168, della citata legge n. 266/2005 per il giorno 21 novembre 2006;

Udito il relatore cons. Raffaele Del Grosso;

RITENUTO IN FATTO

Nella relazione al bilancio di previsione 2006 del comune di Grumo Nevano (Na) inviata dall’organo di revisione in ottemperanza alle disposizioni di cui all’art. 1, commi 166 e seguenti della legge 23.12.2005, n. 266 veniva segnalato il mancato rispetto del patto di stabilità.

Dall’esame della documentazione in atti si rileva il superamento dei limiti programmatici di spesa: limite di spesa corrente 2006 € 3.390.467, preventivo 2006 € 4.671.006 (scostamento pari al 27,4% sull’obiettivo programmatico).

Con nota n. 5651 del 26 ottobre 2006, inviata all’organo di revisione e per conoscenza al sindaco, il magistrato relatore richiedeva ulteriori informazioni sul punto.

         Con nota del 3 novembre 2006 il Collegio comunicava i motivi del superamento dei limiti programmatici di spesa previsti nella legge finanziaria 2006, riguardanti in particolare i costi dovuti al servizio di nettezza urbana e di pubblica illuminazione.

                   Alla luce dei sopra riportati dati il magistrato istruttore, ritenendone sussistere i presupposti, proponeva l’attivazione della procedura prevista dal comma 168 dell’art. 1 della citata legge n. 266/2005.

Il Comune, in seguito all’’ordinanza n. 16/2006, con la quale si convocava la Sezione per l’odierna adunanza in ordine al mancato rispetto del patto di stabilità, ha inviato una memoria illustrativa con la quale ribadiva che le regole del patto non sono state rispettate per i costi dovuti a servizi necessari che sono stati esternalizzati, come la nettezza urbana, rispetto alla quale il costo comprende anche il costo per il personale che precedentemente era dipendente del Comune e con la esternalizzazione incide, invece, sul costo totale e non può essere decurtato dal calcolo del patto.

All’odierna adunanza sono presenti per il Comune il Sindaco, dr. Angelo Di Lorenzo, e l’Assessore alle Finanze, Dr.ssa Giulia Cristiano. Il Sindaco, nel confermare quanto riferito nella memoria sopra richiamata, spiega che il servizio è molto migliorato in quanto il Comune è l’unico nel territorio che riesce a rispettare il 36% della raccolta differenziata, come previsto per legge, e che diversamente dall’intera Regione non si trova in emergenza. Il Sindaco evidenzia, alla luce dei chiarimenti forniti, che l’Amministrazione si è trovata a fare la scelta o di rispettare il patto o di migliorare il servizio.

Per quanto riguarda il servizio di pubblica illuminazione, il Sindaco illustra l’efficienza del servizio ed aggiunge che si è deciso di rinviare l’accensione di mutui per gli anni successivi in quanto consapevoli che per questo anno non sarebbe stato possibile rispettare i limiti programmatici.

Alla richiesta del Pres. Zambrano di conoscere se sono previste misure per rientrare nei limiti del patto e il Sindaco riferisce di avere in programma una ricognizione sull’Entrata e sul recupero dell’evasione fiscale.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Osserva il Collegio che il comma 168 dell’art. 1 della citata legge n. 266/2005 prevede che le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, qualora accertino, anche sulla base delle relazioni di cui al comma 166, comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria o il mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto, adottano specifica pronuncia e vigilano sull’adozione da parte dell’ente locale delle misure correttive e sul rispetto dei vincoli e limitazioni posti in caso di mancato rispetto delle regole del patto di stabilità interno.

La Sezione dà atto delle scelte operate dall’Ente che hanno consentito di rispettare la normativa che indica nel 36% la percentuale della raccolta differenziata nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani. Ciò è maggiormente apprezzabile nell’ambito del contesto regionale.

Tuttavia considera la Sezione che oggetto del controllo e della conseguente pronuncia è il bilancio di previsione che costituisce il momento conclusivo della fase di programmazione e previsione dell’Ente locale ed in tale ambito la Sezione svolge una attività ricognitiva sulla base dei dati forniti dall’organo di revisione circa la puntuale osservanza delle prescrizioni sul patto di stabilità interno.

Gli effetti delle azioni correttive indicate dall’Ente saranno oggetto di valutazione successiva in occasione degli ulteriori momenti del ciclo del bilancio. All’attualità il bilancio di previsione per l’anno 2006, approvato dall’Ente comporta la violazione delle regole relative al Patto di stabilità interno

Di conseguenza questa Sezione di controllo non può non adottare la pronuncia di cui al comma 168 dell’art.1 della ripetuta legge n. 266/2005.

                                              P.Q.M.

La Sezione regionale di controllo per la Campania dichiara che il Comune di Grumo Nevano (Na) nel bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2006 non ha rispettato le prescrizioni di cui ai commi 140 e 141 dell’art. 1 della legge n. 266/2005 in ordine al patto di stabilità interno con riguardo alla spesa corrente.

Dispone che copia della presente pronuncia sia trasmessa a cura della segreteria della Sezione, al Presidente del Consiglio comunale di Grumo Nevano affinché ne dia urgente comunicazione al predetto Consiglio per l’adozione delle necessarie misure correttive, come previsto dal ripetuto comma 168, art. 1 della legge n. 266/2005.

Dispone, altresì, che copia della stessa venga trasmessa al Sindaco e, per conoscenza, al Presidente del Collegio dei revisori del detto Comune.

Le determinazioni che saranno assunte dal Consiglio comunale dovranno essere sollecitamente comunicate a questa Sezione per quanto di ulteriore competenza.

Così deliberato in Napoli nella Camera di consiglio del 24 novembre 2006.

 

   Il Magistrato relatore

f.to Cons. Raffaele Del Grosso                                                

         IL PRESIDENTE

                                                              f.to dr. Vittorio Zambrano

 

 

 

 

Depositato in Segreteria in data 30.11.2006

 

                                                              

                                                               Il Dirigente del Servizio di supporto                        f.to dott. Giuseppe Volpe

 

 

CONSIGLIO COMUNALE

Di Nola dice ancora no alla maggioranza e non approva 400.000 euro di debiti fuori bilancio. Durissimo documento di Sossio Canciello acquisito dalle Forze di Polizia.

Ancora una volta il presidente del consiglio comunale dott. Raffaele Di Nola ha detto no alla maggioranza e ha votato contro la delibera che riguardava i debiti fuori bilancio. La motivazione espressa attraverso il proprio intervento è chiarissima e assume, in merito alla stessa delibera, un significato politico importante sul quale, tutti i consiglieri comunali e le forze politiche dovrebbero farne tesoro e aprire bene gli occhi. Aprire gli occhi, perchè quando si tratta di approvare circa 400.000 euro di denaro pubblico fuori bilancio riferiti a spese effettuate dall'Ufficio Tecnico per interventi di manutenzione ordinaria (come mai l'avviso pubblico recitava straordinari?) del territorio, sarebbe opportuno leggere atto per atto, tutti gli interventi effettuati e constatare se essi siano realmente di "utilità per l'ente", di "somma urgenza", di interventi "necessari all'incolumità della popolazione" e via via tutti gli altri casi previsti dalle normative.

Questo controllo politico non avviene e non è avvenuto a sentire gli interventi in consiglio, tant'è che lo stesso sindaco e alcuni consiglieri comunali come Adamo Guarino, hanno sottolineato che "da oggi in poi, qualsiasi spesa determinata dai funzionari responsabili, deve avere la copertura finanziaria, salvo nei casi di massima urgenza". Il sindaco si è lamentato del fatto che non si può accumulare una cifra così consistente senza che l'Ufficio Tecnico in questione, ne dia conoscenza agli amministratori almeno in tempo utile per adottare i provvedimenti del caso. Tutto ciò ha indotto il dott. Di Nola a votare contro motivando il proprio voto per "il mancato controllo politico sugli atti emessi dai funzionari dell'ufficio tecnico". Ripeto, una motivazione politica che deve far riflettere tutti i consiglieri comunali sul come si effettuano alcuni studi di settore che riguardano la manutenzione del territorio.

Ma il botto più forte l'abbiamo ascoltato quando è stato letto un documento a firma del consigliere comunale Sossio Canciello. Un documento che sferra un durissimo attacco alla maggioranza tirando in ballo Magistratura, Prefettura e Forze di Polizia che ha detta del consigliere Canciello, hanno "sopito" la loro attenzione verso l'operato dell'Amministrazione. Una accusa gravissima che ha indotto i poliziotti presenti a venire in possesso del documento e l'ovvia trasmissione a chi di competenza. Il consigliere Canciello non era presente in aula in segno di protesta e, dopo l'esaurirsi del dibattito sul documento,  anche i consiglieri della minoranza presenti hanno aderito alla protesta associandosi al documento, ovvero Luigi Borzacchiello, Tommaso Chiariello e Chiacchio Mattia che hanno abbandonato l'aula dopo i loro interventi molto incisivi e netti chiarendo la loro posizione. Alcuni consiglieri di maggioranza si sono ribellati alle parole scritte nel documento che pubblichiamo integralmente, si sono sentiti offesi e hanno espresso il loro rammarico.  Un documento che rappresenta l'ultimo di una serie di denunce, proteste, interrogazioni al Senato, alla Regione Campania, appelli al Prefetto. Per l'ennesima volta staremo a vedere cosa accadrà.

BILANCIO 2006

Grumo Nevano è morta, è stata "ammazzata" ieri sera

Dal consiglio comunale di ieri sera emerge un solo dato certo e certo: Grumo Nevano è morta, è stata "ammazzata" da un gruppo di persone che siede nei banchi della maggioranza, che di questa città, dei grumesi, non importa assolutamente nulla. Assisteremo per altri due anni ad una amministrazione bloccata per mancanza di fondi, di limitazioni nella spesa nei servizi e soltanto con una programmazione da centrare: assicurare solo il pagamento degli stipendi agli assessori e al sindaco fermi sulle poltrone in quanto questi non potranno operare!! Una normale gestione delle spese quotidiane che potrebbe gestire sulla poltrona di sindaco anche la carissima dipendente comunale che sta all'economato.

Tanto tuonò che piovve, tanto hanno non fatto che sono riusciti a portare la città sull'orlo del dissesto finanziario. E qualcuno aveva il coraggio di ridere quando dai banchi dell'opposizione si denunciava questo gravissimo stato delle finanze locali. Bravissimo Chiacchio Mattia a rivolgersi ai consiglieri di maggioranza invitandoli "a dire qualcosa, ad esprimere un parere, definendoli  un contenitore politico dove c'è soltanto buio assoluto, senza parole, senza opinioni e senza idee". Almeno questa volta il presidente del consiglio è stato concorde con Chiacchio Mattia quando questi ha rimarcato i disservizi per la raccolta differenziata e ha proposto soluzioni valide tese al miglioramento come "l'aggiunta di cassonetti, di una distribuzione capillare dei sacchetti, di una tassa più equa che guardi anche ai nuclei familiari e non solo ai metri quadrati dell'abitazione, premiando con incentivi i più virtuosi". Su queste proposte Brisetti, Farina, Silvestre, De Simone, Limone, Masito, Aversano che rappresentano il gruppo "passivo" non hanno nemmeno fiatato (il gruppo attivo è quello che li "comanda", cioè Lamanna, Guarino, Di Lorenzo). Ma forse pensavano ad altro, ad esempio come accontentare Biagio Silvestre che non aveva votato favorevolmente le opere triennali, e almeno in questo ci sono riusciti chiudendo l'ennesima trattativa in corso d'opera con qualche altro incarico politico o poltrona. Incisivo l'intervento di Roberto Marino che ha rimarcato la mancanza di una politica sociale inesistente e il taglio macroscopico per le scuole e per la mensa, ma anche su questo intervento la maggioranza ha tenuto la bocca cucita. A proposito, il presidente del consiglio ha detto che chi non siede nell'assise e rappresenta forze politiche esterne può dialogare attraverso altri mezzi, ma non può farlo dai banchi del pubblico. E' vero, ma quando qualche consigliere usa forti aggettivi nei confronti di chi non può intervenire, due sono le cose, o il presidente richiama li richiama all'ordine, e questo mi pare avvenga di rado, oppure il cittadino si difende da solo. Allora mi sia consentito di dire a Gennaro Brisetti che è anche un eminente esponente del mondo scolastico nel consiglio d'istituto di via XXIV Maggio, faccia meno ironia su chi scrive e si impegni di più a far mangiare i bambini delle elementari nel prossimo anno scolastico. La situazione è talmente grave, le sue responsabilità politiche di questo sfascio sono così grandi che mi sembra fuori luogo ironizzare su chi cerca di fare la sua parte politica nel miglior modo possibile e per gli interessi della città. Da rilevare la dettagliata analisi al bilancio fatta dal consigliere Sossio Canciello che ha evidenziato la gravità della situazione attuale e quella dei prossimi due anni. Aspra polemica tra Pietro Chiacchio e il presidente del consiglio sulla storia politica dell'ex sindaco il quale ha precisato il suo grande impegno politico sempre teso  ad elevare il grado di vivibilità della città e sempre con risultati positivi in termini di consenso. Un capitolo a parte per l'assessore Giulia Cristiano e il sindaco i quali hanno dato la colpa di questo bilancio negativo a Silvio Berlusconi. E' vero che l'ex premier è stato accusato anche dello Tsunami, ma ieri sera nell'elenco delle colpe, abbiamo saputo che c'era pure il bilancio del comune di Grumo Nevano. Il sindaco ha detto che è il governo che con i tagli nella finanziaria detta il bilancio.

Infatti è stato Silvio Berlusconi a fare la gara d'appalto da DUE MILIONI DI EURO all'anno per la "monnezza", 400.000 euro per i pali della luce, 500.000 euro per contenziosi e avvocati, 300.000 euro per le telecamere che non vedono nulla, 100.000 euro tra segretari personali e consulenze.... Ogni commento a questo ridicolo alibi della finanziaria berlusconiana dietro il quale vogliono nascondere la loro incapacità di far quadrare i conti, lo lasciamo a voi che leggete.

BILANCIO PREVISIONE 2006: MAI COSI' GRAVE!!

Salta il Patto di Stabilità non approvato dal funzionario capo; la spesa prevista sfonda di oltre 1.200.000 euro per appalti milionari (rifiuti e illuminazione). Una “Caporetto” per le scuole con tagli ai servizi. Consiglieri di maggioranza “avvertiti” dai revisori dei conti.

Tempi duri per il futuro delle finanze locali. Dalla lettura del bilancio di previsione per l’anno 2006, emerge una situazione molto grave che lascia ben poche speranze di sviluppo per la città di Grumo Nevano. La relazione del Collegio dei Revisori dei conti parla chiaro: il Patto di Stabilità non è rispettato già in fase di previsione e questo è molto preoccupante, tant’è che lo stesso funzionario capo dell’Ufficio Ragioneria ha espresso un marcato parere negativo (vedi copia relazione) e i componenti del collegio hanno chiaramente comunicato ai consiglieri comunali che il bilancio così approvato, se confermato a consuntivo (cosa molto probabile), determinerà per il 2007 una situazione di blocco della spesa nei servizi, negli investimenti e senza possibilità alcuna di allargare la pianta organica con blocco di assunzioni anche esterne. E questo vale anche per il 2008. Una situazione che alla luce dei numeri che più avanti descriverò, sarà molto difficile da sistemare, in quanto si tratta di recuperare una differenza di circa 1.250.000 euro previsti nelle spese correnti per il 2006 rispetto all’anno di riferimento del 2004.

Difficile perché sono soldi che riguardano gare di appalto milionarie, già contrattualizzate e in procinto di esserne. Tra tutte spiccano i 500.000 euro in più previsti sul nuovo capitolato d’appalto per la raccolta dei rifiuti e i 300.000 euro impegnati nell’appalto per la manutenzione della pubblica illuminazione. Cifre che non potranno essere più tagliate e quindi per centrare il Patto, bisognerà rinunciare, come già è stato fatto per il 2005, ad altre opere pubbliche previste nel piano triennale.

Pertanto si rivela una scelta politica fallimentare quella di far lievitare il costo di questi due servizi che appena due anni fa ci costavano 700.000 euro in meno!!

La situazione diventa ancora più critica se analizziamo le voci di spesa per servizi e quelle riferite alle probabili entrate per il 2006 che saranno condizionate, (parola dei revisori) ad esempio, da una previsione della somma di 500.000 euro che dovrebbe giungere dal recupero dell’evasione tributaria. Una cifra che è tutto un programma e da ritenere molto lontano dalla realtà che avremo a consuntivo.

Escono con le ossa rotte tutte le scuole cittadine con tagli in tutti i servizi per circa 40.000 euro  e con 180.000 euro in meno per la mancata realizzazione della refezione scolastica. Una vera e proprio “Caporetto” per l’istruzione pubblica!

Mancano impegni di spesa per l’artigianato, il commercio locale e si tagliano 10.000 euro per le attività culturali. Manco un euro per lo sport e ancora 35.000 euro in meno per la viabilità e i trasporti. Rilevo però un forte aumento della spesa per il personale la quale, tra diminuzioni e aumenti per vari uffici, è aumentata di circa 150.000 euro!

Nelle attività sociali è iscritto un solo aumento della spesa pari a euro 40.700 e guarda caso proprio alla voce che riguarda le famose Casa Famiglia!  Rispetto al 2005 diminuisce pure la spesa per il verde pubblico di circa 25.000 euro. Non si riscontrano spese in favore del neo assessorato alla Salute che possiamo ritenere (scherzosamente) fuori bilancio!

Per le opere pubbliche già ridimensionate nel 2005, sono previsti investimenti per 2.000.000 di euro, ma tenendo conto che per centrare il Patto 2006 come precedentemente detto, non ci potranno essere tagli alle spese già contrattualizzate e non potendo tagliare le già risicate spese nei servizi primari, alla fine dovremo rinunciare sicuramente ad una grande fetta di questa cifra e sperare soltanto in investimenti diversi tipo Contratti di Quartiere per poter finanziare le opere attraverso la partecipazione ai bandi di concorso regionali.

Una situazione quindi molto difficile e bloccata per il futuro sviluppo della città, causata da scelte politiche errate, senza una seria programmazione e caratterizzata dall’inspiegabile aumento di spese che potevano essere bloccate al 2003 come ad esempio l’appalto per la raccolta dei rifiuti.

Approvare questo bilancio significa assumersi la pesante responsabilità politica di avallare con molta probabilità quello che sarà il colpo mortale inferto al declino socio-economico avviato già da parecchi mesi dall’attuale amministrazione.

Non approvarlo significa mandare a casa una classe dirigente politicamente incapace di governare che “disegna” lo strumento finanziario più importante a “misura” per quelle che sono le esigenze di singoli consiglieri di maggioranza e non dell’intera popolazione.

ECCO LO STRALCIO DELLA RELAZIONE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 

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