INFORMATION ON THE WEB OF GRUMO NEVANO CITY - NAPLES - ITALY Benvenuti, Ore

Grumo Nevano (Napoli) Abitanti 18.296 - 8.957 maschi 9.339 donne. Supeficie 2,92 Kmq - Urbanizzata 2 Kmq Altitudine 53 mt

ULTIM'ORA ENZO BRASIELLO CHIEDE COPIA DELLA CONVENZIONE CHE NON E' PASSATA PER IL CONSIGLIO COMUNALE NE PER LA GIUNTA. Ecco la richiesta
CLAMOROSO!!!
Consiglio comunale delibera n.11 del 26 Luglio 2011, parla il Sindaco (dichiarazione integrale agli atti)
"
Allora io dico questo la stazione unica appaltante ha necessità di esistere quando ci sono forti inquinamenti da parte della criminalità, oppure quando l'amministrazione non è in grado di portare avanti dei procedimenti."
Ebbene il 14 Maggio 2012, senza nessun atto di indirizzo di consiglio o giunta, ma con determina n. 20 dell'UTC, si ritorna ad appaltare presso il Provveditorato Lavori Pubblici. Adesso il Sindaco  spieghi alla città  se i motivi del dietro front sono gli stessi che ha dichiarato il 26 Luglio 2011, perchè se così fosse sarebbe davvero grave anche in presenza del fatto che non c'è atto di indirizzo.  Ecco i documenti

Regolamenti  Servizi  Elezioni  Statuto Comunale  Fotografie  Eventi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BICENTENARIO DELLA MORTE

INTERVISTA AL PROF. Alfonso D'Errico

 

INTRODUZIONE a cura di Giuseppe Landolfo

Ci sono dei momenti in cui la cronaca dei fatti politici può essere accantonata per far posto a dei racconti o interviste ricche di messaggi sociali e culturali. L’occasione ci è data dalla gentile collaborazione del Prof. Alfonso D’Errico, il quale dall’alto della sua maestria e spinto dall’amore verso i cittadini di Grumo Nevano, ha voluto ricordare alcuni momenti storici risalenti alla Repubblica Partenopea del 1799 ed in particolar modo, alla grandezza di Domenico Cirillo. In questa lunga intervista,  il Prof. D’Errico ci regala una sintesi di alcuni fatti accaduti in quel periodo, sottolineando tra le altre cose, la propria amarezza verso i governanti di questa città, i quali non hanno fatto nulla per ricordare nel migliore dei modi, il genio del figlio più illustre di Grumo Nevano. Abbiamo scoperto con grande soddisfazione, che il Prof. D’Errico, metterà a disposizione di tutti i cittadini grumesi, un libro nel quale verranno fatte delle rivelazioni inedite, in netto contrasto con il pensiero di Benedetto Croce nei confronti di Domenico Cirillo. Lo Schiaffo e Alleanza Nazionale, si impegneranno in questo progetto in quanto riteniamo che amministrare, governare gruppi di organinismi umani viventi, non significa soltanto concentrare il servizio ecologico in grosse e rombanti macchine scopanti, particolrmente in periodo preelettorale o allargare una strada: significa anche sollecitare e incrementarne la formazione e l’educazione socio-culturale; nel caso di Grumo Nevano, partendo, ad esempio, da un viaggio dentro l’animo umano, con la guida di Domenico Cirillo, così palpitante e attuale nei suoi Discorsi Accademici. La ricorrenza del bicentenario della Rivoluzione Napoletana del 1799, poteva essere per gli amministratori un’occasione aurea e irrepetibile, per compiere un così alto dovere morale e civico. Cercheremo di riparare noi , insieme alla collaborazione del Prof. D’Errico, già autore di libri su Domenico Cirillo.

Il 29 Ottobre 1999, ricorre il bicentenario della morte di Domenico Cirillo: Prof. D’Errico, può raccontarci in sintesi alcuni episodi salienti ?

Come riflesso immediato della Rivoluzione partenopea del 1799, in varie province del Nord di Napoli avvennero rivolte sia antirepubblicane e antifrancesi, sia contro la monarchia: così ad Aversa, Melito, S.Antimo, Cesa, S.Arpino, Casoria, Afragola, Grumo Nevano. A Ponterotto ci fu una sanguinosa battaglia. Molti piansero i loro morti nelle rivolte. A Grumo ci fu una rivolta antirepubblicana alla fine di marzo del 1799: e il giorno 28 marzo furono fucilati da soldati francesi, che avevano la loro postazione ad Aversa, i seguenti cittadini:

  • Maiello Francesco, di Grumo, figlio di Tammaro, marito di Maria Antonia Chiacchio, di anni 47;
  • Maiello Pasquale di Tammaro, marito di Maria Cesaro, di anni 37;
  • Maiello Filippo di Francesco e di Maria Antonia Chiacchio, di circa 18 anni;
  • Chiacchio Giuseppe di Antonio e di Emanuela Maruccella, marito di Caterina Landolfo, di circa 34 anni;
  • Esposito Nicola Francesco, di circa 40 anni;
  • Cristiano Tammaro, celibe, figlio di Domenico e di Maria Anna Oliva, di circa 20 anni;
  • Tommaso Cristiano.

Furono quasi tutti fucilati, il 28 marzo 1799, dinanzi alla porta centrale del Palazzo del Principe di Montemiletto, presso le Carceri, da soldati francesi, di stanza ad Aversa. Tutti furono muniti dei conforti religiosi; Esposito Nicola e Cristiano Tammaro furono seppelliti nella Terra Santa della Chiesa di S. Giovanni Battista a Savignano. Gli altri furono seppelliti nella Terra Santa della Chiesa di S. Tammaro, a Grumo. Nicola Esposito e Tammaro Cristiano furono fucilati ad Aversa, nel posto che il popolo chiamava "lu mercatiello".

Tutte le notizie si trovano scritte, in latino, nel libro dei morti custodito nella parrocchia di S.Tammaro. Per tutti i giustiziati si legge nel libro la parola latina gratis, che, nell’uso popolare del latino nel Settecento, aveva il significato di "senz’aver commesso alcun reato", "senz’averlo meritato".

A Nevano furono dichiarati rei di Stato e condannati al patibolo Giuseppe Storace, figlio di Vito e Michelangelo Novi e fratelli.

Prof. D’Errico, in che modo avvenne la morte di Domenico Cirillo ?

Quando sulla città di Napoli spirò il soffio della tempesta di nuovi eventi storici, nella decapitazione della classe degli intellettuali, toccò a Domenico Cirillo: il 26 ottobre fu dichiarato reo di Stato, il 29 seguì l’esecuzione, in Piazza del Carmine a Napoli. Nella Pandette del 1799, consevata in uno stipo della chiesa dei Bianchi, si leggono queste parole: "Don Domenico Cirillo andava appresso a don Mario Pagano, con berrettino bianco in testa e giamberga lunga di color turchino, e stentò molto a morire. Andiede alla morte con intrepidezza e presenza di spirito".

In seguito alla condanna, Cirillo fu rinchiuso nella stiva della nave da guerra S. Sabastian, fu poi trasferito nella fossa del coccodrillo di Castelnuovo, e poi in una tetra cella del Maschio Angioino, dove fu preso all’alba del 29 ottobre, e condotto al patibolo.

Dove fu sepolto ?

Il corpo fu gettato in una fossa comune della Chiesa del Carmine. Le ossa dei grumesi fucilati il 28 marzo si trovano all’ombra sacra della Chiesa di S. Tammaro; le ossa del grande scienziato, medico celeberrimo e homo humanus, sono ora miste a quelle di coloro che lasciarono sul patibolo delitti, colpe e nefandezze. Un dotto sacerdote grumese, don Pietro Centofanti, autore di un saggio storico sulla vita di S. Tammaro, era solito celebrare, ogni 28 marzo, una santa messa in suffragio di quei grumesi fucilati, e quest’anno il sacro gesto è stato ripetuto dal parroco, prof. Alfonso D’Errico, il quale ha programmato per quest’anno, 1999, per la ricorrenza del bicentenario, varie cerimonie commemorative.

Prof. D’Errico, ci illustri in che modo lei vuol ricordare la figura di Domenico Cirillo ?

In un libro su Domenico Cirillo, già in fase conclusiva, si troveranno diffuse notizie e riflessioni sull’argomento. Il libro, sarà pubblicato da un gruppo di cittadini di Grumo Nevano, con l’intento di glorificare Grumo Nevano nell’immagine gloriosa del suo figlio più grande.

Il libro vuole essere un omaggio a Grumo Nevano, e come prima pietra per la realizzazione di una città futura, splendida nella libertà vera, nella tranquillità degli animi, una città nuova in cui domini il soffio dello Spirito nell’amore fraterno, in cui cattiverie, offese, oltraggi, persecuzioni e repressioni restino un ricordonefasto. Il libro sarà dedicato a tutti quei cittadini nel cui animo vibri il sogno di una città futura, in spirito decisamente risorgimentale. Una città futura in cui amore e rispetto reciproci tra governanti e cittadini siano le coordinate fondamentali per la ripetizione della leggendaria opera in cui, a Grumo Nevano, Tammaro Spena, sindaco illuminato, operò nel programma di aiuto a protezione per i bisognosi, di stimolo e incoraggiamento per gli intellettuali, a cantare le glorie di Grumo Nevano e dei suoi uomini illustri, specie di Domenico Ciriloo, un astro fulgido che ha dato luce a calore a tutta l’umanità.

Se oggi, a Grumo Nevano, i ragazzi delle scuole elementari e medie, seguendo le indicazioni dei loro insegnanti, fanno approssimate ricerche sulla storia di Grumo Nevano e su Domenico Cirillo, usando fruttuosamente il noto libro di Emilio Rasulo, non si deve dimenticare che Rasulo fu stimolato e incoraggiato a scrivere da Tammaro Spena, che amava Grumo Nevano e i suoi cittadini, venerava Domenico Cirillo.

Prof. D’Errico ci racconti qualche episodio che riguarda Tammaro Spena

Fu Tammaro Spena a volere la realizzazione della statua di Domenico Cirillo, e a provvedere, in un periodo di burrasca a Grumo, a farla posizionare sul piedistallo, durante una notte, all’insaputa di tutti, regalando ai suoi concittadini un risveglio fantastico e giornate di autentico delirio. Queste cose sono testimoniate dal prof. V. Diamare, un illustre medico grumese, che in quei giorni trionfali, giovanissimo, abitava in Grumo. La notizia fu dal prof. Diamare riferita il 12 Novembre 1922 nel discorso ufficiale da lui tenuto per la solenne inaugurazione degli Studi nell’Aula Magna della R. Università di Siena: discorso poi stampato nel 1923 a Siena: la copia in mio possesso proviene dalla biblioteca personale del dott. Tammaro Spena, il sindaco famoso che stimò moltissimo V. Diamare, come, del resto, tutti gli intellettuali inclini ad accogliere l’invito di L.A.Muratori: "Antignam exquirite matrem".

Ritorniamo al libro su D. Cirillo: quale sarà il messaggio rivolto ai cittadini grumesi attraverso i suoi scritti ?

In questa ricerca di antiche memorie su Domenico Cirillo, sono stati trovati, tra l’altro, racconti favolosi, vivi ancora negli anni trenta, su D. Cirillo, ora mago, ora santo, ora guaritore prodigioso, ricette fitoterapiche create da lui, quali piante venivano usate e in quali giardini venivano coltivate. Di tutto ciò sarà detto nel libro, di cui sopra. I futuri cittadini di Grumo Nevano dovranno conoscere tante pagine fantastiche e prestigiose della storia di Grumo Nevano.

Su tutti essi ci auguriamo che domini il soffio dello Spirito,nell’amore fraterno, e che cattiverie, offese, oltraggi, oppressioni, prepotenze e persecuzioni restino un ricordo di nefasta amarezza.

A tutti i cittadini che vivono questo desiderio di luminoso rinnovamento e risorgimento, è dedicato questo libro, cittadini presenti e futuri, i quali non dovrannoignorare le glorie passate della loro città, nella lucida coscienza che la città sono essi stessi. Essi dovranno sapere che c’è stato un periodo nella storia di Grumo Nevano, in cui si sono ripetute le coordinate sulle quali si sviluppò l’immagine di Virgilio, nel Medioevo, mago e operatore di prodigi: per Cirillo si è ripetuto un fenomeno del genere; ancora negli anni trenta, spesso in alcuni ambienti del popolo, circolava il racconto che spesso, a mezzanotte, si vedeva una carrozza, tirata da cavalli bianchi, che portava in giro per le strade di Grumo Nevano il grande scienziato e medico celeberrimo si fermava davanti a quei giardini in cui si continuavano a coltivare le piante nelle quali Domenico Cirillo aveva individuata la naturale forza per difendere la vita.

Il popolo spiegava le soste come segno di protezione e di benedizione.

In che modo si continuava la coltivazione di queste erbe ?

Ci furono alcuni grumesi appassionatamente interessati alla raccolta, alla lavorazione e alla conservazione di varie erbe "cirilliane", erbe che però essi non commerciavano ma offrivano particolarmente a quei medici che ne facevano richiesta per usarle in determinate terapie. Certe erbe erano richieste anche da esperti medici venuti a Grumo Nevano, da ogni parte dell’Italia e anche dall’estero. Il più fornito era il signor Pagano Giuseppe, comunemente noto col nome Compapeppe: vidi personalmente, nel 1935, il suo deposito di erbe che curavano.

Prof. D’Errico, vuol raccontarci qualche episodio in particolare ?

Mi limito a riferire due episodi molto significativi, di cui ho perfetto ricordo.

Il primo episodio l’ascoltai dal sacerdote don Gabriele D’Errico, in un giorno di novembre del 1934, nella sacrestia della chiesa di S. Tammaro, in Grumo Nevano: l’occasione fu data dallo svolgimento dei funerali di una giovane donna morta di tisi: io ero presente in sacrestia, come chierichetto. Non ho più dimenticato le parole di don Gabriele:

" Se non avessero ucciso Domenico Cirillo, non solo questa signora, ma molti altri malati di tubercolosi sarebbero guariti ". Aggiunse che la medicina da Cirillo inventata si trovava ancora cinquanta anni dopo, presso qualche grumese che conosceva e realizzava le ricette di Cirillo contro la tisi. Citò l’episodio della venuta di due polacchi recatisi a Grumo Nevano, per reperire queste medicine per salvare dalla morte il grande musicista francese Frédéric Chopin, gravemente ammalato di tubercolosi, a Parigi. La tubercolosi era, al tempo di Cirillo, un vero flagello, e tra medici e studiosi del tempo ci fu una vivacissima disputa sulla contagiosità o meno della tubercolosi. Tra gli studiosi eminenti che s’interessarono del problema ci furono gli scienziati e medici italiani Domenico Cirillo e D. Cotugno. Il grande musicista polacco morì il 17 ottobre 1849, cinquanta anni dopo la morte di Domenico Cirillo (29 ottobre 1799).

Il signor Mellone negli anni trenta, riferiva di aver ascoltato il seguente episodio raccontato dal dotto sacerdote grumese Pietro Centofanti: un medico oncologo, molto noto per la sua fama professionale e per l’amore e l’umanità, di Toro nel Molise, di nome Nicolangelo De Sanctis, per indicazione di Padre Pio da Pietrelcina, era venuto a S. Giovanni Rotondo per visitare e curare una ragazza gravemente malata di tumore, ospitata nella casa di Maria Pyle. Nell’occasione il dottore De Sanctis venne da S. Giovanni Rotondo a Grumo Nevano per prendere certe erbe particolari dal noto Pagano Giuseppe. Il Pagano riferì al sacerdote don Gabriele D’Errico di avergli dato le erbe che curavano i tumori, e aggiungeva che erano piccole foglie rotonde e di un verde che pareva smaltato. Questo episodio fu poi raccontato più volte dal prof. Emilio Rasulo, già mio insegnante, il quale diceva che sul fatto ne sapeva molto il dotto sacerdote grumese P. Centofanti. Al racconto del primo episodio, relativo a Frédéric Chopin erano presenti insieme a me alcuni miei compagni di gioco: Giaccio Catello, poi commerciante, Cirillo Domenico, poi medico, Di Gennaro Nicola, poi maresciallo dei carabinieri. Il signor Mellone raccontò più volte insieme ad altri, anche questi due episodi nel salone di barbiere di R. Pezzella, in Via Roma, a Grumo Nevano. Personalmente li ascoltai anche dal poeta e intagliatore grumese Giovanni Ruggiero.

Perchè i futuri cittadini di Grumo Nevano dovrebbero ignorare queste cose ?

Giusto, prof. D’Errico, siamo solidali con questa sua affermazione e Lo Schiaffo lo dimostrerà con i fatti.

I futuri cittadini di Grumo Nevano dovranno conoscere l’altissima struttura morale e il nobilissimo cuore d’oro del loro grande concittadino, e sapere che, per Domenico Cirillo, ogni essere umano ha utesoro nel cuore, e un infinito splendore nell’anima.

I cittadini di Grumo Nevano non devono ignorare che non è corretto, anziè un grave errore, considerare Domenico Cirillo un ateo, come spesso si è scritto e si è detto: diverse pagine del libro, di cui ho detto, smentiscono questo giudizio. I cittadini di Grumo Nevano dovranno sapere che Domenico Cirillo gestì la sua vita di scienziato, di medico e di uomo nell’àncora dell’amore fraterno e dell’esercizio della carità, e nell’ala dell’amore e del desiderio della Luce, della Verità e della Vita: àncora ed ala di potenza divina. Amare e desiderare la Luce, la Verità e la Vita significa amare e pregare Dio, che appunto è Luce, Verità e Vita. L’ardente e profondo desiderio che Cirillo ebbe della Verità, della Luce e della Vita non era altro che un intensa e continua preghiera nell’amore per la pace dell’anima. Ricordo le parole di Padre Pio da Pietrelcina: " La pace è un riflesso di Dio, e non si può averla se l’anima non è in armonia con la Luce, la Verità e la Vita, cioè con Dio....Il compito dell’uomo è pregare e amare Dio: questa è la felicità dell’uomo sulla terra". Cirillo usava per i suoi simili il termine "fratelli", parlava spesso di fratellanza, di carità fraterna e di beneficenza.

Prof. D’Errico, le rivelazioni più importanti che troveremo in questo libro , hanno uno scopo in particolare ?

Scopo fondamentale del libro di cui si è detto, è il presentare davanti al tribunale della Storia, un Domenico Cirillo dalla struttura socio-morale nettamente opposta a quella con cui lo vide e lo descrisse Benedetto Croce, il quale arrivò a scrivere che il grande scienziatoe medico celeberrimo non può essere considerato nè un eroe nè un patriota. L’autore del libro, cittadino di Grumo Nevano, con ampia documentazione e rigorosa dimostrazione sostiene e dimostra il contrario, proponendo al tribunale della Storia, per Domenico Cirillo, la definizione di " padre della Patria".

Grazie, prof. D’Errico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.corriere.it    www.repubblica.it  www.ilgiornale.it  www.ansa.it  www.iltempo.it  www.adnkronos.com

www.parlamento.it  www.rai.it  www.mediaset.it  www.regione.campania.it  www.provincia.napoli.it

www.forzaitalia.it  www.alleanzanazionel.it  www.google.it  www.alice.it  www.quirinale.it