INFORMATION ON THE WEB OF GRUMO NEVANO CITY - NAPLES - ITALY Benvenuti, Ore

Grumo Nevano (Napoli) Abitanti 18.296 - 8.957 maschi 9.339 donne. Supeficie 2,92 Kmq - Urbanizzata 2 Kmq Altitudine 53 mt

CAMPO SPORTIVO: lo vogliono vendere per 2.000.000 di euro ai privati. Seguiteci per i dettagli di questa operazione. Cosa ne pensa o Beef? CONSIGLIO COMUNALE: non vogliono più far parlare i consiglieri comunali. In arrivo vergognose limitazioni nel regolamento, una censura in stile hitleriano dopo i protocolli riservati. Siamo all'emergenza democratica. Seguiteci
Peppino Landolfo "A Grumo Nevano, in giro,  c’è troppa solidarietà all’illegalità per questo siamo sprofondati  negli abissi"

Ogni volta che si denuncia un abuso, una chiara illegalità, qualcuno tenta di giustificare ruberie, ingiustizie, abusi d’ufficio e saccheggio del territorio per  due piatti di pasta e fagioli, peggio ancora quando sono implicati negli abusi persone dal falso perbenismo, dalla falsa onestà che occupano ruoli importanti nel nostro tessuto sociale che invece dovrebbero far rispettare la legge e le regole. Non si può insegnare la legalità ai ragazzi, ai giovani, ai bambini e nello stesso momento tradirla per interessi personali e di famiglia.

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CLASSI PRIMAVERA ECCO I NOMI

UNA CLAMOROSA OPERAZIONE CLIENTELARE CHE MERITA UN'INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA. COINVOLTI POLITICI, SCUOLA E ISTITUZIONI. UN POCO DI DIGNITA' POLITICA DOVREBBE FAR DIMETTERE ASSESSORE E CONSIGLIERI COINVOLTI DIRETTAMENTE NONCHE' L'ASSESSORE PROPONENTE PASQUALE IOVINE E IL SINDACO

ISCRITTI BAMBINI SENZA REGOLARE BANDO PER STILARE GRADUATORIE IN BASE AI REDDITI, STRUTTURE INADEGUATE, PROFILI PROFESSIONALI DUBBI. BISOGNA BLOCCARE TUTTO PER QUESTIONI STRUTTURALI E ORGANIZZATIVE NON CONFORME ALLE NORME CHE REGOLANO IL PROGETTO. COMUNE COME SOGGETTO REGOLATORE E' IL PRINCIPALE RESPONSABILE.  PENALIZZATI ALTRI RAGAZZI E ASSOCIAZIONI ALLE QUALI NON SI E' DATA ALCUNA OPPORTUNITA' DI PARTECIPAZIONE

 

Premessa

 

Cosa sono le sezioni primavera

 

Le Sezioni Primavera sono delle sezioni all'interno delle scuole che ospitano i bambini da 24 a 36 mesi. Lo scopo di tali sezioni è quello di fare da ponte fra l'Asilo Nido e le Scuole dell'Infanzia. Sono regolate dalla conferenza unificata del 14 giugno 2007  tra il Ministero  della Pubblica Istruzione e vari soggetti istituzionali e sono finanziati dallo Stato, dalla Regione e dagli Enti Locali. In particolare il Comune è definito soggetto regolatore dell’offerta con proprio parere preventivo e vincolante rispetto alla richiesta del soggetto gestore, nel nostro caso la Scuola pubblica che chiede risorse economiche al Comune per poter attuare la sperimentazione.

Ecco il testo

AL PUNTO 6

 

Che sia chiaro a tutti, specialmente al sindaco a agli assessori tirati in ballo: il nostro Comune c'è dentro fino al collo come responsabilità diretta dopo aver  deliberato una prima spesa di circa 25.000 euro. Quindi  con chiara definizione pubblica e per questo,  soggetto a bando pubblico, pubblicità, graduatorie e così via come del resto tutti gli altri Comuni fanno.

Per tale servizio occorrono strutture adeguate (la legge parla di 9 mq di spazio per singolo bambino e nel nostro caso ne occorrono circa 180 mq per sezione pertanto riteniamo che i bambini attualmente sono in strutture inadeguate), profili professionali abilitati e preparati a questo tipo di sperimentazione (nel nostro caso sembra che i titoli, i profili non siano abilitati).  

In tutti i Comuni d’Italia  sono state seguite le regolari prassi, bando per  i bambini, per le associazioni, per i profili…a Grumo tutto questo non è successo. E' stato fatto tutto nel totale silenzio del Comune e della scuola.

ECCO COSA DICE L'ACCORDO NAZIONALE

 

Non è stata fatta alcuna comunicazione alla città e alle famiglie per poter stilare una graduatoria e scegliere  in base al reddito, sono stati scelti 54 bambini senza questo tipo di graduatoria, non è stata fatta alcuna comunicazione alla città e alle associazioni, ai profili professionali per dare  l'opportunità di partecipazione visto che si tratta di soldi pubblici, ma gli assessori e il sindaco hanno accettato una proposta della scuola che già aveva la sua associazione che doveva svolgere il servizio, di fatto sono penalizzati tutti quei ragazzi che hanno titoli abilitativi e associazioni onlus.

Questo modo per niente trasparente, di portare avanti il progetto, ha partorito una delle più clamorose operazioni clientelari che merita un'inchiesta della magistratura.  Sei i profili professionali assunti e guarda caso tra questi c'è la nipote di un assessore (figlia del fratello), la cugina di un consigliere della maggioranza, la cugina di un consigliere della minoranza, addirittura la figlia di un dirigente scolastico dove avviene il servizio!!

PER TUTELARE LE RAGAZZE ABBIAMO PREFERITO PUBBLICARE SOLTANTO LE INIZIALI, LE QUALIFICHE E LE LORO APPARTENENZE

Accontentati tutti maggioranza, minoranza, dirigenti scolastici, e istituzioni. C'è di tutto per aprire un'inchiesta a 360 gradi. Nel frattempo crediamo che il progetto debba essere BLOCCATO per questioni strutturali (locali inadeguati) e organizzative (profili professionali dubbi) e l'assessore e i consiglieri comunali che hanno loro diretti familiari, devono avere quel minimo di dignità per dare le DIMISSIONI. Una brutta storia a danno della comunità. Si faccia piena luce in attesa del confronto in consiglio comunale. Da parte nostra invieremo tutta la documentazione agli organi di controllo.

ECCO IL DECRETO DELL'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE

USR CAMPANIA – UFFICIO VII

OFFERTA DEL SERVIZIO EDUCATIVO  “SEZIONI PRIMAVERA”

 DESTINATO AI BAMBINI  dai 24 ai 36 mesi di età

Prot.AOODRCA.14578 del 27/10/2011

Il Direttore generale

VISTO l’articolo 1, commi 630 e 1259, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernenti, rispettivamente, l'attivazione di “progetti tesi all'ampliamento qualificato dell'offerta formativa rivolta a bambini dai 24 ai 36 mesi di età, anche mediante la realizzazione di iniziative sperimentali improntate a criteri di qualità pedagogica, flessibilità, rispondenza alle caratteristiche della specifica fascia di età” e la definizione di “livelli essenziali delle prestazioni e i criteri e le modalità sulla cui base le Regioni attuano un piano straordinario di intervento per lo sviluppo territoriale dei servizi socio educativi, al quale concorrono gli asili nido”;

VISTO l’Accordo quadro sancito in Conferenza Unificata il 7 ottobre 2010 e, in particolare, l’art. 2 che prevede apposite intese in ambito regionale tra Uffici scolastici regionali e le Regioni per la programmazione e la gestione complessiva delle sezioni, sulla base di criteri forniti dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca;

CONSIDERATO che in attuazione dell’Accordo sancito in Conferenza unificata il 7 ottobre 2010, per l’anno scolastico 2010-2011 sono state autorizzate al funzionamento sul territorio regionale n. 172  “sezioni primavera” che hanno fruito di apposito contributo statale;

ACCERTATA la disponibilità del contributo statale, come da nota ministeriale prot.6166 del 20/09/2011, per il prosieguo dell’attività educativa a favore di bambini di due e tre anni nella misura corrispondente al numero delle sezioni già autorizzate e funzionanti, a norma dell’art.2 comma “a” dell’accordo;

VISTO l’art.4 comma “f” dell’accordo del 7 ottobre 2010;

 

DECRETA

 

Articolo 1

1. Ai sensi dell’articolo 1, comma 630, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è realizzata sul territorio regionale, con il concorso dello Stato, della Regione e degli Enti locali, l’offerta di un servizio educativo per bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi.

2. L’offerta è da intendersi come servizio socio-educativo integrativo e aggregato alle attuali strutture delle scuole dell’infanzia pubbliche o paritarie e degli asili nido comunali o gestiti da privati in convenzione, e concorre a fornire una risposta alla domanda delle famiglie per servizi della prima infanzia e contribuisce alla diffusione di una cultura attenta ai bisogni e alle potenzialità dei bambini da zero a sei anni, in coerenza con il principio della continuità educativa, avvalendosi delle esperienze positive già avviate in numerosi territori e realtà.

 

Articolo 2

L’Ufficio scolastico regionale definisce la rete territoriale della nuova offerta di servizi educativi di cui al precedente articolo, includendovi prioritariamente le istituzioni educative presso le quali per l’anno scolastico 2010-2011 hanno funzionato sezioni primavera appositamente autorizzate e finanziate con il contributo statale, previo esame della sussistenza dei requisiti e dei criteri secondo le modalità definite al successivo articolo 4. 

Il finanziamento pubblico, quale contributo per il funzionamento delle sezioni primavera, da assegnare all’Ufficio scolastico regionale, è determinato dal contributo statale, assegnato dal M.I.U.R., pari alla quota utilizzata per finanziare le sezioni primavera già autorizzate nell’anno scolastico 2010-2011 per le quali permangano i requisiti di ammissione, da accertare secondo le modalità e le procedure indicate al successivo art. 4;

Il contributo da erogare alle singole istituzioni educative per ogni sezione primavera autorizzata è commisurato alla dimensione e alla durata del servizio giornaliero secondo il seguente prospetto:

- sezioni con 15-20 bambini: fino a 14.000 euro per orario da 5 a 6 ore e fino a 17.000 per orario da 7 a 9 ore;

- sezioni con 10-14 bambini: fino a 10.000 euro per orario da 5 a 6 ore e fino a 12.000 per orario da 7 a 9 ore;

- sezioni con 5-9 bambini: fino a 5.000 euro per orario da 5 a 6 ore e fino a 7.000 per orario da 7 a 9 ore.

 

Articolo 3

1. I criteri per la prosecuzione e l’attivazione del servizio educativo delle sezioni primavera che, in  attuazione di quanto previsto dall’articolo 2 dell’Accordo quadro del 7 ottobre 2010, sono stati definiti - in continuità con l’Accordo quadro del 29 ottobre 2009 e con quanto indicato nella C.M. prot. n. 235 del 21.06.2007 - dal Ministero della Pubblica Istruzione con decreto direttoriale n. 37 prot. 3887/MPIOODGOSN del  10.04.2008, sono i seguenti:

a)      gestione dell’offerta da parte del pluralismo istituzionale che caratterizza il settore in ambito regionale, nella valorizzazione del principio di sussidiarietà;

b)      qualità pedagogica, flessibilità ed originalità delle soluzioni organizzative autonomamente definite, comunque rispettose della particolare fascia di età cui si rivolge;

c)      integrazione, sul piano pedagogico, della sezione con la struttura presso cui funziona (scuola dell’infanzia, nido) sulla base di specifici progetti;

d)     accesso al servizio di bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi che compiano, comunque, i due anni di età entro il 31 dicembre; l’inserimento effettivo avverrà eventualmente al compimento dei 24 mesi secondo modalità e tempi definiti localmente;

e)      presenza di locali idonei sotto il profilo funzionale e della sicurezza, rispettosi delle norme regionali e dei regolamenti comunali vigenti in materia, e che rispondano alle diverse esigenze dei bambini della fascia da due a tre anni, quali, in particolare accoglienza, riposo, gioco, alimentazione, cura della persona, ecc.;

f)       allestimento degli spazi con arredi, materiali, strutture interne ed esterne, in grado di qualificare l'ambiente educativo come contesto di vita, di relazione, di apprendimento;

g)      orario di funzionamento flessibile rispondente alle diverse esigenze dell’utenza e alla qualità di erogazione del servizio, compreso, di massima, tra le 5 e le 9 ore giornaliere;

h)      dimensione contenuta del numero di bambini per sezione che non superi le 20 unità, in base al modello educativo ed organizzativo adottato;

i)        rapporto numerico tra personale educativo/docente e bambini orientativamente non superiore a 1:10, definito, comunque, tenendo conto dell'età dei bambini, dell'estensione oraria del servizio, della dimensione del gruppo e delle caratteristiche del progetto educativo;

j)        impiego di personale professionalmente idoneo per la specifica fascia di età, con particolare attenzione al sostegno di bambini con disabilità inseriti nella sezione; il personale educativo, docente ed ausiliario deve essere in regola con le norme contrattuali vigenti;

k)      predisposizione di specifiche forme di aggiornamento per il personale impegnato nei progetti sperimentali;

l)        allestimento di un programma di consulenza, assistenza tecnica, coordinamento pedagogico, monitoraggio e valutazione, a livello nazionale e regionale, che garantisca la completa affidabilità sotto il profilo educativo del nuovo servizio avviato.

2. In attuazione dei predetti criteri, ai fini della completa affidabilità del servizio educativo sotto il profilo qualitativo e in considerazione dell’esigenza di flessibilizzare le condizioni e le caratteristiche dell’offerta in relazione alla specifica fascia di età considerata, i principi, gli indicatori e gli standard ottimali cui ispirare l’azione amministrativa e le attività progettuali, tecnico-organizzative e di verifica, sono riportati di seguito sub a), b), c).

a) Pluralismo istituzionale

distribuzione tendenzialmente equilibrata delle sezioni sia in relazione alle peculiari esigenze dei contesti locali sia in ordine alla gestione del servizio da parte dei diversi soggetti, al fine di individuare e valorizzare – con appropriate forme di confronto e accompagnamento a cura del Tavolo tecnico - gli elementi costitutivi che caratterizzano i diversi modelli educativi, pedagogici, organizzativi.

b) Aspetti strutturali e tecnico-organizzativi

Spazi: presenza di locali idonei sotto il profilo funzionale e della sicurezza, rispondenti alla normativa regionale (Leggi regionali n. 48 del 4.09.1974 e n. 30 del 7.07.1984) e ai regolamenti comunali vigenti in materia; spazio interno destinato ai bambini pari ad una superficie utile netta ottimale di mq. 9 per bambino e, rapporto tra spazi interni ed esterni, pari a una superficie utile netta ottimale di mq. 40 per bambino; articolazione differenziata e flessibile del contesto educativo in ambienti funzionali e attrezzati per l’accoglienza, le relazioni, il gioco (ivi comprese le attività educative finalizzate), il riposo, l’alimentazione, l’igiene e la cura della persona; rispondenza degli arredi, dei materiali, delle strutture  interne ed esterne  alle diverse esigenze di vita, relazione e apprendimento dei bambini della fascia da due a tre anni; coerenza tra strutturazione degli spazi e progetto educativo.

Tempi: erogazione del servizio, compreso, di massima, tra le 5 e le 9 ore giornaliere; articolazione equilibrata delle attività nella giornata educativa; strutturazione flessibile dei tempi e dell’organizzazione del servizio in funzione delle particolari esigenze dei bambini e del progetto educativo.

Organizzazione: tendenziale rapporto numerico tra sezione e bambini non superiore a 1: 20; rapporto numerico tra personale educativo/docente e bambini orientativamente non superiore a 1:10, in coerenza con l'età dei bambini, l'estensione oraria del servizio, la dimensione del gruppo e le caratteristiche del progetto educativo; esplicitazione nell’ambito del progetto educativo delle soluzioni organizzative adottate in risposta alle peculiari esigenze di crescita, cura, relazione e sviluppo dei singoli bambini e della comunità cui il progetto si rivolge; integrazione, sul piano pedagogico, didattico e organizzativo, della sezione con la struttura presso cui funziona (scuola dell’infanzia, nido) sulla base di specifici progetti.

 

c) Profili professionali

adeguata qualifica del soggetto responsabile della gestione al fine di garantire – anche tramite figura professionale appositamente individuata - la funzione di coordinamento pedagogico; idoneità professionale del personale educativo per la specifica fascia di età comprovata da titoli di studio quali, ad esempio, diploma di puericultrice, di maestra di scuola di infanzia di maturità magistrale  (fino ad esaurimento dei titoli), diploma di liceo psico-pedagogico, diploma di vigilatrice di infanzia  (fino ad esaurimento del titolo), diploma di laurea in scienze dell’educazione e/o in scienze della formazione primaria; specializzazioni per il sostegno di bambini con disabilità inseriti nella sezione; impiego di personale ausiliario professionalmente idoneo per la specifica fascia di età. Rispetto delle norme contrattuali vigenti per il personale educativo, docente e ausiliario impegnato.     

Articolo 4

1. Ai sensi dell’articolo 5 dell’Accordo quadro del 7 ottobre 2010 viene attivato presso l’Ufficio scolastico regionale il Tavolo tecnico, con finalità di indirizzo e verifica e di predisposizione di iniziative di supporto all’esperienza, cui è demandato, in particolare, il compito di valutare le condizioni di accesso al servizio educativo 24-36 mesi da parte delle istituzioni educative del territorio regionale.

2. Il Tavolo tecnico interistituzionale è istituito con decreto del Direttore Generale dell’USR ed è composto da rappresentanti designati, per la Regione, dall’Assessorato all’Istruzione, per i Comuni, dalla Presidenza dell’ANCI e, per l’USR, dal Direttore Generale.

3. Il Tavolo accerta la permanenza dei requisiti di ammissione - anche con specifico riferimento ai criteri e agli indicatori di cui all’art. 3 del presente decreto – tramite esame dei requisiti strutturali, dei progetti e della relativa documentazione di supporto.

4. I requisiti strutturali e organizzativi, coerenti con i criteri di cui  all’art. 3 della presente intesa sono documentati all’atto dell’istanza di conferma e/o di nuova istituzione tramite dichiarazione di responsabilità del soggetto gestore. All’atto dell’istanza i soggetti richiedenti presentano altresì provvedimento autorizzativo del Comune interessato.

5. In via prioritaria sono ammesse al finanziamento, come previsto all’art.2 comma “a” dell’accordo del 7 ottobre 2010, le istituzioni educative presso le quali per l’anno scolastico 2010-2011 hanno funzionato sezioni primavera appositamente autorizzate e finanziate con il contributo statale.

6. L’Ufficio scolastico regionale provvede alla erogazione del contributo pubblico nei confronti delle sezioni autorizzate dai Comuni nei limiti degli stanziamenti assegnati.

7. Il Tavolo tecnico, nella sua funzione di indirizzo e di governo, attiva i necessari e sistematici momenti di confronto con le OO.SS. anche al fine di elaborare un piano di supporto e monitoraggio finalizzato al sostegno e alla qualificazione del servizio educativo.

8. L’ANCI, attraverso specifiche azioni di informazione e sensibilizzazione iniziali e in itinere, provvede ad evidenziare l’importanza del ruolo dei Comuni, quali regolatori del servizio, in modo specifico per il rilascio tempestivo dei provvedimenti autorizzativi al funzionamento delle sezioni ed anche in riferimento all’attivazione delle misure di supporto di cui al precedente comma 7.

Il Direttore generale

Diego Bouché

           

Napoli, 27/10/2011

 

 

 

CLASSI PRIMAVERA PER BAMBINI

A seguito della grande risonanza che ha avuto nella città la questione delle assunzioni che più voci dicono vicinissime ad amministratori (assessori e consiglieri), Roberto Marino  chiede l’elenco dei nominativi assunti con relativi titoli professionali  in modo da poter fare finalmente chiarezza. Li pubblicheremo appena in nostro possesso in quanto trattasi di servizio pubblico con denaro pubblico.

 

 

 

 

 

ARTICOLI PRECEDENTI

SCOPPIA IL CASO “CLASSI PRIMAVERA” CI SCRIVE UN GENITORE

Invitiamo l’amministrazione a rendere di pubblico dominio i nomi degli operatori e delle operatrici impiegate per questo servizio e i loro titoli di abilitazione a gestire un asilo nido

25.000 euro di soldi pubblici alle scuole per l’istituzione di 3 classi per bambini da 24 a 36 mesi. Affidamento ad una associazione da parte della scuola senza che l’amministrazione abbia avvisato la città e chi ne avesse i titoli istituendo un bando pubblico. Voci parlano di assunzioni clientelari di senza titoli che coinvolgono tutti, anche qualche consigliere dell’opposizione?

UN GENITORE CI SCRIVE

 

Oggi in piazza non si parlava d’altro, di una certa opposizione che su alcuni fatti importanti tiene la bocca chiusa. E si parlava del progetto di tre classi Primavera, per bambini da 24 a 36 mesi di cui la città e chi ne avesse titoli, non sono stati coinvolti con apposito bando pubblico. Si vociferano assunzioni clientelari che coinvolgono anche qualche consigliere della opposizione. In pratica qualcosa di poco trasparente esisterà perché quando fu indetta una riunione di maggioranza per illustrare il progetto, sembra che sia successo il finimondo allorquando s’iniziò a parlare di gestione del servizio, delle figure professionali da assumere.  La Giunta comunale ha stanziato 25.000 euro da affidare alle scuole che a loro volta avevano presentato il progetto nel quale c’era già un accordo quadro con un’associazione onlus per la gestione. Come è possibile che la Giunta comunale faccia un atto del genere, affidando denaro pubblico per attuare un servizio che ha bisogno di profili professionali senza alcun bando pubblico? E’ questa la politica trasparente che intende la Giunta Grimaldi? Ecco la delibera


 

 

 

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