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Stracciare un
protocollo d’intesa e di legalità con la Prefettura sulle gare d’appalto
è un pugno nello stomaco a tutta la città di Grumo Nevano.
Una decisione che cozza
contro il lavoro di Polizia, Carabinieri, Finanza e Procura della
Repubblica impegnati nella lotta contro la presenza della criminalità
organizzata nella pubblica amministrazione
Prima di andare in ferie, la maggioranza
spiana la strada per mettere le mani sulle gare d’appalto e per farlo ha
letteralmente stracciato un protocollo di legalità firmato con la
Prefettura di Napoli.
A nulla sono valsi gli appelli dei
consiglieri comunali della minoranza nel tentare di convincere almeno
chi,
appena 12 mesi fa l’aveva proposto e votato.
Stiamo parlando di
Raffaele Di Nola
il quale si è affidato ad una
inopportuna difesa dell’indifendibile
nel tentare di far credere il perché di questo suo pur legittimo dietro
front, concretizzato insieme a
Matteo Negro,
Luigi Anatriello,
Guido Gervasio
anch’essi favorevoli un anno fa.
A nostro parere questi Consiglieri
comunali sono quelli che hanno le
maggiori responsabilità politiche di una scelta scellerata
che cozza contro ogni sforzo
delle istituzioni locali le quali sono impegnate in una strenua lotta
quotidiana per l’affermazione della trasparenza e della legalità nelle
pubbliche amministrazioni.
Stracciare un
protocollo d’intesa e di legalità con la Prefettura sulle gare d’appalto
è un pugno nello stomaco a tutta la città di Grumo Nevano
alla quale si racconta soltanto
frottole quando si parla di legalità e sicurezza.
Alla prova dei fatti oggi 26 luglio 2011 ecco invece come
l’amministrazione risponde a questa necessità di far trasparire legalità
e sicurezza. Si ritorna
indietro, si riporta nell’Ufficio Tecnico un
sistema che fa comodo ai politici, a chi ha bisogno di farsi clientele,
a chi ha altri pensieri nella mente e già si scalda le mani appena
venuto a conoscenza del voto di oggi.
Fa certamente comodo ai problemi di
equilibrio di questa maggioranza che non ha più
poltrone remunerate da distribuire.
I motivi di questa decisione?
A loro dire riguardano i tempi e i costi alti rispetto ad una gestione
interna delle gare.
Una bugia grande come il Colosseo
perché chi l’ha suggerito sa benissimo i ribassi che vengono fatti in
sede con possibili costi non ufficiali,
quei famosi costi di “sistema” tante volte
tirati in ballo dalla mala politica. Si è detto ad esempio
che una gara fatta dalla stazione appaltante ci costa 12.000 euro mentre
se la facciamo noi in sede appena 2.500.
Nulla di più
falso perché se ufficialmente davvero ci costa 9.500 euro in più è una
bazecola rispetto ai costi di "sistema". Nella
realtà di “sistema”, la differenza sarebbe ben oltre i 9.500 euro e
non sapremo mai
ufficialmente dove andrebbe a finire questa differenza!
E’ lo stesso andazzo che per
esigenze politiche si è voluto ripristinare prima
di andare al mare e ripresentarsi a settembre pronti per agire. Sono
i costi della politica che la comunità grumese purtroppo dovrà pagare
per mantenere in vita il sindaco e il suo
esecutivo senza il pericolo di sfiducie.
Il
dibattito in aula è stato molto combattuto con
parole molto pesanti da parte dei consiglieri di minoranza
indirizzate al sindaco, all'esecutivo e a tutti
quelli che hanno stracciato il protocollo di legalità gettando
sull'amministrazione delle ombre gigantesche che oscurano la trasparenza
e la difesa della legalità. Parole che accendono i riflettori
delle forze di polizia, carabinieri e procura della repubblica
sulla vulnerabilità all'esterno che l'ente si è
procurato con questa decisione. La sintesi degli
interventi sta tutta nella dichiarazione di
Roberto Marino:
"Con questo voto si
scrive una delle pagine più cupe della storia politica di Grumo Nevano
servendo su un piatto d'argento alla camorra, alla criminalità
organizzata, la possibilità di mettere le mani sugli appalti".
Intanto tutta
l'opposizione annuncia un documento unitario per informare i grumesi
sull'accaduto.
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