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Commentare negativamente un Bilancio di previsione come quello che ci
si appresta a votare lunedì in Consiglio comunale, non dipende
affatto da una valutazione politica di parte, ma da innegabili
realtà che fanno emergere una incapacità amministrativa nel dare ai
numeri, una pur minima programmazione politica
promessa in campagna elettorale.
L’assessore di riferimento Carmine D’Aponte,
con una dichiarazione fuorviante via
video, afferma che tale …Bilancio
di previsione trattasi di un bilancio tecnico, del Commissario
prefettizio e quindi adottato dall’amminsitrazione appena
insediatasi.
Non c’è nulla di
politicamente più falso di tale dichiarazione perché, chi lo
approverà, non sarà il Commissario ma bensì l’amministrazione
Grimaldi
che ad un mese
dall’insediamento, aveva tutto il tempo sufficiente per
programmare, in particolare
la spesa nelle scelte più importanti.
E lo poteva fare nonostante il Collegio dei Revisori avesse
condizionato il proprio parere favorevole, inderogabilmente ad una
serie di interventi e verifiche, eccole:
·
non si possono stabilizzare gli LSU;
·
il piano triennale
delle opere pubbliche risulta errato e ridefinito;
·
i proventi delle concessioni vanno
impegnati solo al momento delle entrate certe;
·
controllo gettito ICI
e interessi attivi con immediato intervento di riequilibrio se
insufficienti;
·
la poca
affidabilità delle previsioni di contenimento della spesa per il
2012-2013.
Ebbene a queste condizioni cosa hanno pensato di fare gli attuali
amministratori?
Subito hanno dovuto presentare un emendamento obbligato per togliere
dal Bilancio
350.000 euro riservati agli LSU
e, anche questa volta, chi ha presentato l’emendamento lo ha fatto
con una
dichiarazione finale molto ambigua
per tenere a freno gli LSU,
scrivendo che
la stabilizzazione non
è preclusa in futuro se interverranno chiarimenti legislativi, pur
sapendo che oltre a non esserci deroga per contenere la spesa,
cambiare una legge in tal senso è praticamente impossibile visto
l’andamento dei conti pubblici.
Si è poi dovuto eliminare dalle Opere Pubbliche triennali, un mutuo
da 820.000 euro per interventi al campo sportivo già
finanziato nel 2010 e quindi da non riportare in bilancio.
L’incapacità politica di elaborare
una minima programmazione
è emersa in maniera inequivocabile,
nella ripartizione delle spese di competenza 2011 sui restanti
capitoli e allora
si è pensato bene di tagliare alla casta:
·
41.700 euro
in aumento per gestire le spese degli Organi Istituzionali tra cui
segreterie e segretari;
·
90.500 euro
in aumento nell’Ufficio Tecnico per collaborazioni di esterni;
·
tagli
alla
scuola, alla cultura per oltre
50.000 euro;
·
tagli
ai
servizi per l’infanzia per oltre
8.000 euro;
·
nemmeno
un euro
per lo sviluppo economico, industriale, commerciale
e artigianale;
· altrettanto
zero euro
per la
viabilità, i trasporti;
·
tagli
per l’ambiente e alla cura del verde per
5.000 euro;
·
pochi gli aumenti,
uno riservato alla Protezione Civile (2.000
euro), l’altro all’assistenza (8.700
euro).
Unica voce che prospetta interventi di rilievo è quella dei
9.890.000 euro per l’edilizia economica e popolare stanziati dalla
Regione nella scorsa amministrazione
e sui quali pesa
come un macigno l'ombra dei palazzinari.
Un Bilancio chiaramente
bloccato sulla gestione ordinaria, sul minimo indispensabile per
la sopravvivenza. Senza programmazione, senza possibilità di
sviluppo per la città.
Un esecutivo amministrativamente
incapace di intervenire sul riordino della spesa corrente attraverso
tagli più consistenti e “coraggiosi” alle loro indennità.
Si
annunciano sacrifici per tutti i cittadini di Grumo Nevano
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